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Dal San Carlo al Cimarosa, lo studio sperimentale di Anna Matarazzo sulle malattie professionali dei musicisti: “Manca la cultura, fondamentale prevenzione e denuncia”

Pubblicato in data: 23/7/2017 alle ore:09:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Uno studio sperimentale sulle malattie professionali dei musicisti del «Teatro di San Carlo» e presto anche degli studenti del Conservatorio «Cimarosa» di Avellino. Questo l’oggetto della tesi sperimentale dell’ex assessore alla Sanità del Comune di Mercogliano Anna Matarazzo, brillantemente specializzata la scorsa settimana col massimo dei voti, presso l’Università Federico II di Napoli, in Medicina Legale con una tesi dal titolo «Le malattie professionali nei Musicisti del Regio Teatro San Carlo di Napoli: la tutela globale in ambito Inail». «L’elemento più eclatante evidenziato è l’assoluta mancanza di cultura sull’argomento, trattato per la prima volta in ambito di Medicina legale, e consapevolezza dei danni biologici legati a queste professioni – spiega la neo specializzata – spesso, ad esempio, dolori posturali sono erroneamente associati alla normalità, addirittura quasi come un segno positivo, mentre invece andrebbero denunciati senza paura di ripercussioni».

«Postura, ambiente di lavoro e modalità d’uso dello strumento musicale, elementi fondamentali per la qualità dell’esecuzione musicale, possono rappresentare fonti di pericolo da associare al rischio lavorativo – spiega il relatore professore Francesco Burlin, Docente a Contratto in Medicina Legale nell’Università Federico II e Primario della Sede Inail di Napoli nonché cittadino mercoglianese – . Numerose sono, infatti, le patologie muscolo-scheletriche e neurologiche che li affliggono, tanto da limitare la loro performance e, in alcuni casi, costringerli all’interruzione dell’attività professionale». I musicisti professionisti sono, infatti, soggetti ad assicurazione obbligatoria Inail anche per le malattie professionali: «Come per altre tipologie di attività professionali, anche per i musicisti – prosegue – le malattie da lavoro, soprattutto relative alle patologie dell’apparato osteo-articolare, nell’ultimo decennio hanno mostrato una progressiva emersione grazie all’attenzione della scienza medica. Un fatto che, però, parallelamente non ha fatto registrare un significativo incremento delle denunce di malattie professionali all’Inail».

Tra il 2011 e il 2015 su tutto il territorio nazionale sono state presentate solo 147 richieste di riconoscimento di malattie professionali, per una media inferiore a 30 all’anno, seguite, inoltre, da un’esigua percentuale di accoglimenti. «Il numero basso delle denunce trova giustificazione non solo in una mancanza di consapevolezza – aggiunge -, ma anche per una possibile riluttanza dei diretti interessati ad evidenziarle per cui l’ancora più basso riconoscimento potrebbe dipendere da una scarsa conoscenza del ciclo lavorativo e dei rischi in esso presenti anche da parte dei medici». Di qui la rilevanza dello studio condotta da Matarazzo presso il Regio Teatro: «ha consentito di giungere ad interessanti conclusioni dal punto di vista scientifico e, soprattutto, prevenzionale tanto che in futuro tale studio sarà attivato, in collaborazione con Università, Inail, Ufficio Scolastico e Conservatorio di Avellino al fine di prevenire malattie professionali nei giovani studenti di musica». Plauso anche dal sindaco Massimiliano Carullo: «Sono orgoglioso di questi giovani – afferma – un traguardo importante che apre a nuove prospettive di rilevanza nazionale in questo particolare ambito lavorativo».
FdL

 

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