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La Polizia di Stato celebra San Michele al Loreto, Botte: “Meno furti ma attenti alla criminalità di confine”. L’Abate: “Collaborazione e integrazione per il bene comunità”

Pubblicato in data: 30/9/2017 alle ore:10:40 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

La Polizia di Stato celebra, per la prima volta, il Patrono San Michele Arcangelo con la Santa Messa officiata dall’Abate Guariglia nella splendida cornice del Palazzo Abbaziale di Loreto. «Ho scelto questo luogo fuori dalle mura del capoluogo come segno di prossimità della Polizia in tutta la provincia in un momento di preghiera insieme alla cittadinanza e alle famiglie di coloro che hanno sacrificato la propria vita per il dovere». Queste la parole del Questore Luigi Botte che ha colto l’occasione anche per sottolineare l’efficace azione dell’arma a favore della pubblica sicurezza: «Da un lato la diminuzione dei furti, seppur la percezione può essere diversa, e il regolare svolgimento delle tante manifestazioni estive dall’altro l’assistenza agli immigrati oltre le pratiche amministrative abbiamo tenuto sott’occhio alcuni e assistito altri». «Siamo impegnati su più zone, in particolare quelle a più alta densità criminale ma, contemporaneamente, non trascuriamo di tutelare anche  le aree immuni da crimini che esigono la stessa attenzione – prosegue Botte -. Dobbiamo stare attenti alla criminalità di confine, che si sposta facilmente e che cerca zone nuove per lucrare. Proprio questa analisi ci ha consentito di contrastarla con efficacia. Recentemente, infatti, abbiamo arrestato e denunciato prevalentemente persone provenienti dell’hinterland napoletano proprio come nell’ultimo caso di furto di hardware telefonici e della recente rapina».
A fare gli onori di casa l’Abate Padre Riccardo Guariglia che nell’Omelia ha sottolineato: «Come l’Arcangelo Michele difensore della Chiesa contro le potenze avverse del Vangelo così le forze di Polizia difendono i deboli da violenze e soprusi profondendo pace, giustizia e legalità attraverso un lavoro spesso poco gratificante ma necessario per il bene della comunità». Il monito dell’Abate è quello di cercare nella Polizia di Stato «uno scatto morale per vivere in coerenza con i valori civili di giustizia e fratellanza abbracciando tutte le componenti della cittadinanza a partire dai giovani affinché possano costruire un futuro fatto di onestà e legalità – aggiunge -. Viviamo emergenze non facili, come quella dei rifugiati che, attraverso la collaborazione tra Istituzioni, forze dell’ordine e Caritas, abbiamo affrontato con la più ampia disponibilità e impegno e che ora necessitano di ulteriori percorsi di inclusione sociale».
Presenti, tra gli altri, il Prefetto di Avellino Maria Tirone, il Procuratore Rosario Cantelmo, il Comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Gennaro Ottaiano, il Provveditore Rosa Grano, il direttore generale dell’Asl Avellino Maria Morgante, il direttore del Carcere di Bellizzi Paolo Pastena, il sindaco di Avellino Paolo Foti, rappresentanti dell’Associazione Nazionale Polizia di stato e familiari delle Vittime del Dovere nonché il primo cittadino di Mercogliano Massimiliano Carullo con diversi componenti dell’Amministrazione.
«Una giornata che fa la storia per Mercogliano, è un onore avere nel cenacolo della cultura Benedettina, questa cerimonia con le massime autorità – conclude il sindaco Carullo -. Un momento emozionante ma soprattutto un riconoscimento all’opera meritoria che le forze dell’ordine svolgono quotidianamente anche nel ricordo del nostro compianto consigliere Ernesto Primo».
FdL

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