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Una panchina rossa contro la violenza di genere, Pepe e Dello Russo: “Casi in aumento, necessari più fondi”

Pubblicato in data: 26/11/2017 alle ore:11:25 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Anche in viale San Modestino una panchina rossa contro la violenza sulle donne. «Per noi questa panchina è la testimonianza di un lavoro che qui a Mercogliano è cominciato due anni fa e che necessita, adesso più che mai, di iniziative volte a sensibilizzare e informare rispetto ad una grave problematica sommersa». A parlare è Rosario Pepe, presidente della cooperativa «La Goccia» che gestisce il Centro Antiviolenza presso il Centro Sociale «Pasquale Campanello» di Torrette, presente ieri mattina insieme al presidente del Piano di Zona A02 e delegato alle Politiche Sociali Giacomo Dello Russo, ai rappresentanti del Comitato Genitori di Mercogliano e dell’associazione «Iris» cui è affidata la struttura comunale di Capocastello. «Le richieste di aiuto e supporto sono raddoppiate in pochi mesi per cui – prosegue – è evidente l’importanza di aiutare a fare il primo passo verso un percorso di liberazione dalla violenza che necessita di particolari condizioni tra cui l’autosufficienza economica e il supporto psicologico e legale».
«Abbiamo voluto dare una testimonianza simbolica sia come ente capofila dell’Ambito A02 che come Comune – afferma Dello Russo -, a questa iniziativa ne seguiranno altre nelle scuole volte a sensibilizzare gli studenti contro la violenza di genere». Un percorso avviato dal Comune attraverso il Centro Antiviolenza di Torrette dove, ad oggi, sono in carico 26 casi di donne vittime di soprusi provenienti anche da comuni fuori ambito sociale: «un dato preoccupante – prosegue – rispetto al quale, attraverso una sinergia con Lomazzo per la Regione e De Angelis per la Provincia, puntiamo a una misura triennale legata al Psr Regionale». Al momento tali attività si sostengono con meno di 20mila euro annui: «cifre contenute ma se vogliamo ampliare gli orari di ricevimento e le azioni – interviene Pepe – il budget si deve allargare in modo da implementare le attività di prevenzione e assistenza svolte da assistenti sociali e psicologi in collaborazione con Carabinieri e Questura». Le attività del Centro scadono, infatti, il prossimo 31 dicembre ma «confidiamo in una proroga e, in ogni caso, non molleremo poiché – sottolinea Pepe -, anche se dovessero finire fondi a disposizione, le nostre operatrici continueranno da volontarie come successo ad Avellino». Di qui l’appello rivolto a Istituzioni e politica affinché «si impegnino a dare continuità a tali attività in modo che queste donne non perdano un vitale punto di riferimento».
FdL

 

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