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Apre il centro di ricerche oncologiche al ciclotrone con master post-laurea

Pubblicato in data: 17/11/2010 alle ore:10:39 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Il Centro di ricerche oncologiche (Crom) «Fiorentino Lo Vuolo» di Mercogliano, a breve diventerà la prima struttura pubblica nazionale a possedere un ciclotrone di ultima generazione per la produzione di radio-farmaci.
È quanto emerge dalla conferenza stampa di presentazione dei master post-laurea di II livello in «Ambiente e Cancro» e «Comunicazione in ambito sanitario», tenutasi presso la struttura del Crom che, con l’attivazione del ciclotrone, acquisirà un ruolo fondamentale nella comparto sanitario nazionale, in quanto potrà fornire di radio-farmaci le strutture ospedaliere, riducendo sia i costi di spesa che i tempi diagnostici e terapeutici. Il ciclotrone del Crom, che andrà in funzione con l’anno nuovo, sarà di tipo auto-schermato, il che significa che avrà un ulteriore livello di sicurezza, riducendo le radiazioni e i rischi di contaminare l’aria, che diventano praticamente uguali a zero. Nessun pericolo, dunque, per coloro che lavorano all’interno della struttura né per i cittadini. Il ciclotrone darà la possibilità di produrre in loco i traccianti radioattivi utilizzati dalla Pet, tecnica di indagine di medicina nucleare che impiega dei traccianti marcati con isotopi radioattivi. Utilizzando questi isotopi si è in grado di registrare ed elaborare le radiazioni che vengono emesse dai positroni dei tessuti che si stanno analizzando. La differenza sostanziale con le altre metodiche d’indagine – risonanza magnetica nucleare, tomografia assiale computerizzata – è che la Pet riesce a fornire informazioni di tipo quantitativo e qualitativo dei tessuti in esame. L’ecografia, la radiografia e la Tac forniscono interessanti informazioni morfologiche, ma solo la Pet consente di analizzare i processi biochimici e biologici che regolano le funzionalità degli organi. Uno degli usi più interessanti della tomografia a emissione di positroni è relativo allo studio della malignità dei processi neoplastici. La Pet, come sottolinea il direttore generale Crom, Antonio Pedicini «è in grado di rilevare la quantità di radiofarmaco che si accumula nel tessuto tumorale rispetto a quello sano che lo circonda, ed è quindi di valido aiuto nella valutazione dell’efficacia dei trattamenti antineoplastici». Grazie ad essa si è spesso in grado di distinguere le aree necrotiche causate da trattamenti di chemio e radioterapia da quelle che appaiono come sospette recidive tumorali se analizzate con metodiche differenti. Il suo uso è di notevole aiuto in campo cardiologico, neurologico e oncologico e a breve, grazie al Crom, anche la sanità campana potrà sfruttarne i benefici.

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