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Grande festa e fuochi d’artificio oggi per i 90 anni del commendatore Antonio Sibilia

Pubblicato in data: 4/11/2010 alle ore:07:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Oggi, giovedì 4 novembre, il Commendatore Antonio Sibilia, l’ex patron dell’Unione Sportiva Avellino 1912, compie novanta anni.
L’eclettico e sanguigno presidente è nato a Mercogliano infatti proprio il 4 novembre 1920.

Ha ricoperto la carica di presidente dell’Unione Sportiva Avellino dall’ottobre del 1970 al 1975, e successivamente dal 1982 all’estate del 2000, quando ha lasciato definitivamente la proprietà della squadra. Negli anni in cui l’Avellino militava nella massima serie diventò famoso in tutta Italia per il modo in cui gestiva non solo le finanze della società, ma anche i suoi calciatori. È nota, infatti, la sua avversità nei confronti dei “capelloni” e di coloro che avessero orecchini, tatuaggi e ogni altro tipo di abbellimento estetico.

Il “viaggio” comune tra il commendator Sibilia e l’Avellino Calcio ha inizio nel 1970, con la formazione irpina ancora in serie C allenata da Pulcinella, esonerato alla 21° giornata, al suo posto Piacentini.
Don Antonio subentra, come presidente del club Irpino, ad Annito Abate e dopo tre anni centra il primo obiettivo: la promozione in serie B, con Antonio Giammarinaro in panchina, dopo un testa a testa con il Lecce, e la storica vittoria sui Salentini per una rete a zero realizzata da Bruno Nobili su calcio di rigore.

Nel 1975, con l’Avellino in cadetteria, cede il timone della società, senza però uscire dal club, ad Arcangelo Iapicca, che dopo tre anni con Carosi in panca approda nell’olimpo del calcio nazionale: l’Avellino veniva promosso in serie A.

Nel 1981 Sibilia riassume la presidenza portando a casa tre salvezze, ed esonerando al tempo stesso molti allenatori, tra cui O’ Lione Vinicio, al suo posto Tobia alla ventiduesima giornata, finendo il campionato in ottava posizione. L’anno dopo fu la volta di Marchioro alla decima giornata, a cui subentrò Ottavio Bianchi, l’Avellino terminò il campionato in undicesima posizione.

La sua storia calcistica si interrompe bruscamente nel 1983, a causa di terribili vicissitudini giudiziarie.

Soltanto nell’estate del 1994 riesce a tornare ad occuparsi del suo “vecchio amore”. L’Unione Sportiva Avellino 1912 è nelle mani della Bonatti di Calisto Tanzi ed è guidata dal presidente Gaetano Tedeschi. La squadra milita, con scarsi risultati, in serie C1 e rischia seriamente di non iscriversi alla stagione 1994/1995. Il pubblico avellinese è in piena contestazione, nei confronti della dirigenza del club, che però non sembra voler mollare.

Ci pensa Sibilia a darle il colpo di grazia. Don Antonio organizza un triangolare con tutte le vecchie glorie dell’Avellino della serie A, che accorrono tutte inneggiando a Sibilia quale nuovo presidente del club biancoverde. Lo stesso Sibilia dichiara apertamente di voler rilevare il club e di volerlo riportare in serie A. L’intera tifoseria si schiera con Sibilia, e la Bonatti cede il club al costruttore mercoglianese. Don Antonio torna proprietario dell’Avellino nel giugno del 1994 ed affida la presidenza al figlio Cosimo, la direzione sportiva all’avv. Enzo Nucifora e la panchina della squadra a Giuseppe Papadopulo, esonerato al suo posto Boniek, l’Avellino venne promosso in seri B dopo lo spareggio a Pescara contro il Gualdo Tadino di sabato pomeriggio, all'”Adriatico” vi erano oltre quindicimila tifosi di fede biancoverde.

L’entusiasmo dimostrato da Sibilia finirà per costargli caro. Nella fretta di concludere l’affare, Sibilia non si accorge di aver rilevato un club ben più indebitato di quanto pensasse. Così, dopo una prima grande stagione, culminata con la promozione in serie B, si rende conto che, per ripianare i debiti lasciati in eredità dalle precedenti gestioni, è impossibile poter costruire squadre competitive.

Questa situazione porta l’Avellino all’immediato ritorno in serie C1, dove resterà per tutti i cinque anni della gestione Sibilia. Don Antonio, lascerà la guida della società alla coppia Aliberti-Pugliese, nel 1999.

Gli ultimi anni, visti anche gli altalenanti risultati dei suoi successori, Sibilia ha più volte dichiarato di voler tornare alla guida della società bianco verde, poi non se n’è fatto nulla.

Il vecchio Patron dei Lupi festeggerà il compleanno a colpi di fuochi d’artificio e non poteva essere diversamente, si è regalato, con l’amico di sempre Enzo Ercolino, ben 45′ minuti ininterrotti, praticamente un tempo di una partita di calcio.

L’appuntamento con i festeggiamenti è per questa sera alle 20.30 alla Tana del Lupo, a Torrette di Mercogliano.

Al commenda Antonio Sibilia gli auguri più sinceri dalla redazione di MercoglianoNews.it

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Una Risposta »

  1. quanti bei ricordi quando c’èra don Antonio Sibilia, adesso di questa mia città che una volta faceva paura alle grandi società.
    Ricordo che venivano a comprare i giocatori ad Avellino, ma ripeto mi rimangono solo i ricordi un altro come il presidente Sibilia non ci sarà.
    Comunque io sono avellinese purosangue ma per lavoro stò a Piacenza: non vedo l’ora che si giochi la partita piacenza avellino mi piacerebbe vedere come il piacenza prende le palle nella rete, minimo 5 per il lupo si intende.
    Forza Avellino e tanti auguri presidente.

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