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La carica del capitano Puleo per la gara contro la Vigor Lamezia

Pubblicato in data: 27/11/2010 alle ore:07:08 • Categoria: Avellino calcioStampa Articolo

simone-puleoAlla vigilia dell’importante sfida di domenica contro la Vigor Lamezia, il capitano dei lupi, Simone Puleo (foto), carica l’ambiente, ma spiega che non ci sarà nessuna vendetta da parte dell’Avellino per la sconfitta dello scorso anno allo stadio “Ippolito” di Lamezia Terme: “Da una parte ci dispiace per quella sconfitta ma oggi siamo in C2 un campionato completamente differente. Siamo due squadre diverse dove soprattutto l’Avellino è cambiata. Giocando in casa il nostro obiettivo è quello di ottenere i tre punti“. Mangiapane, però, è rimasto sempre lo stesso e si sta confermando anche quest’anno un attaccante prolifero, visto che il suo massimo stagionale di segnatura (sette) sta per essere eguagliato già nella prima parte del campionato: “Benny è un buon giocatore. Sappiamo che ci può mettere in difficoltà con il suo sinistro nei calci piazzati. Però in queste categorie non c’è un giocatore che possa vincere da solo. Se il Vigor Lamezia ha vinto le sue partite, certo è anche merito di Mangiapane ma credo che sia merito di tutta la squadra. Inoltre è una squadra che ha realizzata su 16 gol 8-9 reti su calci piazzati. Dobbiamo evitare i mezzi falli a limite o nel trequarti“. L’Avellino vive alla giornata, ma ormai mancano quattro gare al giro di boa per vedere mettere le ali a questa squadra: “E’ un ciclo importante, però la verità che ogni volta che abbiamo stilato una tabella è stata sempre smentita. Pensiamo, quindi, soltanto alla Vigor perché ci aspetta una gara molto difficile. Sarà una gara simile a quella con il Messina dell’anno scorso cioè una partita maschia su un terreno di gioco reso pesante dalle abbondanti piogge di questi giorni. Sarà una partita diversa rispetto a quella vista con la Vibonese. E’ una squadra che ha avuto come noi un periodo con un avvio buono, un periodo buoi e ora si è ripresa grazie a due vittorie (Isola Liri e Melfi) conquistando sei punti. Si incontrano due squadre ben organizzate che possono arrivare ai play off“. Con l’arrivo di Ciccio Millesi gli obietti societari sono cambiati, ormai è dichiarato che l’Avellino punta al primato: “L’ho sempre detto: questa squadra ha tutto le caratteristiche per poter lottare per il vertice. Non è facile visto che siamo l’Avellino e giochiamo con pressioni diverse, però il nostro obiettivo minimo è entrare nei play off. Ma se avremo la possibilità di lottare per il primo posto lotteremo fino alla fine. La qualità c’è; la voglia c’é quindi non ci tireremo indietro. visto che dopo Melfi inoltre è cambiata anche la mentalità“. Puleo firmerebbe per otto punti da qui alla fine del girone di andata? “Secondo me, con otto punti in quattro partite potremmo vincere il campionato. E’ naturale che poi devi vincerne qualcuna anche in trasferta“. L’anno scorso nessuno credeva nella forza del Milazzo di vincere il campionato, quest’anno tocca al Latina, ma qual è la reale antagonista del campionato?: “Io credo il Trapani. Il Latina mi spaventa perché riesce sempre a vincere fuori casa giocando non benissimo, ha l’occasione sempre da gol e casomai gli avversari sbaglino. Questo mi preoccupa così come il Milazzo l’anno scorso con una differenza che ero convinto che primo o poi il Milazzo sarebbe calato, in verità poi è calato, siamo stati bravi noi nel girone di ritorno a recuperare 15 punti. Abbiamo sbagliato la partita che in casa proprio contro il Milazzo che ormai avevamo agganciato“. Puleo domenica contro i calabresi si aspetta un maggior apporto dei tifosi bianco verdi: “Siamo noi che faremo la partita. Per questo ci auguriamo una maggior cornice di pubblico rispetto al passato perché anche se ho letto che siamo la squadra con più presenze allo stadio, dal pubblico di Avellino e dall’Irpinia mi aspetto molto di più“. Puleo cerca di capire anche il motivo di questo allontanamento dall’Avellino Calcio: “Un po’ la gente è disinnamorata, un po’ perché la squadra non è riuscita a dare la spinta giusta. Nel momento in cui dovevamo dare la spinta ed essere continuativi, come a Melfi con ottocento tifosi di fede Irpina al seguito non siamo riusciti mai a dare il colpo definitivo per far innamorare la gente, però ma il vero tifoso si vede nei momenti difficili“.

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