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Enti montani, il consiglio comunale approva all’unanimità un ordine del giorno. Guarda il Video Servizio

Pubblicato in data: 16/2/2011 alle ore:18:34 • Categoria: Politica, Video intervisteStampa Articolo

Il consiglio comunale di Mercogliano questa mattina ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiede al presidente della Regione, Stefano Caldoro, alla giunta e al consiglio regionale di farsi carico del grave problema delle Comunità Montane, garantendo le somme per i dovuti emolumenti arretrati ai dipendenti degli enti.

L’assise convocata in seduta straordinaria, per discutere sul futuro degli enti montani campani, ha visto maggioranza e minoranze unite in difesa delle comunità.

Presenti anche le forze sindacali con Tancredi della Cisl Tancredi e Canarino della Cisal.

Ecco di seguito uno stralcio della discussione in aula. Ha aperto i lavori, l’ex sindaco Tommaso Saccardo, presidente della Comunità montana del partenio, una delle più grandi d’Italia che vede associati 24 comuni e due enti paro che ha evidenziato nel suo intervento l’impegno ed il buon senso che deve arrivare da tutti: «Va salvaguardato il futuro di 500 famiglie di cui molte monoreddito. Le comunità hanno un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio boschivo del nostro territorio».

Per Canarino della Ciasl: «Un disinvestimento in questo settore significherebbe non solo venti milioni in meno per la forestazione ma anche l’abbandono del territorio. E poi verrebbe meno la prevenzione con queste sentinelle sul territorio. E’ fondamentale salvaguardare un ente sovracomunale che ha garantito una presenza sul territorio. E poi si sopprime un ente sovracomunale mentre a livello nazionale si punta a favorire la nascita di associazioni tra comuni. La legge dice che la montagna non deve essere abbandonata. La spesa vada razionalizzata, lo sappiamo, ma si deve salvaguardare l’occupazione con una proposta seria che dia certezze ai lavoratori».

Per il capogruppo di minoranza Pasquale Ferraro (Pd): «I diritti acquisiti vanno salvaguardati nel pubblico e nel privato. I diritti dei lavoratori e delle famiglie. Non è pensabile che un governo nazionale prima e regionale dopo, chiedano i rubinetti senza dare giusto riconoscimento a chi lavora sul territorio. È’ solo pura macelleria sociale. La funzione dei dipendenti è essenziale nel controllo dei boschi, nella prevenzione degli incendi. Poi c’è la responsabilità politica: ci vuole coerenza e chiarezza: le comunità montane come ente sovracomunale non hanno più motivo di esistere. La comunità presieduta da Saccardo è una babele di sindaci senza omogeneità territoriale. Non bisogna giocare più sulla pelle dei lavoratori. Annuncio voto favorevole».

L’altro capogruppo del centrosinistra, Mongiello, auspica una rivolta delle coscienze: «Vanno mantenuti i livelli occupazionali trovando per i contribuenti la soluzione che costa meno. Gli sprechi sono tanti. L’occupazione delle 5000 persone delle comunità montane è solo un aspetto. La questione è politica, ma invece c’è con un governo nazionale e un governo regionale che è scomparso da quando è stato eletto: missing. Abbiamo un governo provinciale che punta a chiudere il bilancio in attivo come se fosse un’azienda. Lo stato è allo sbando. Dobbiamo interrogarci perciò su che cosa è l’Italia oggi e non solo sulle comunità montane. I dati sono preoccupanti con una disoccupazione dilagante in Irpinia. E Sibilia cosa fa? Missing. Siamo rappresentati da persone che non sono in grado di rappresentarci: ci vuole perciò una rivolta delle coscienze. Voterò a favore ma è solo un palliativo che non risolve la causa del problema».

Il capogruppo del Pdl, Nicola Sampietro evidenzia invece come: «Il problema è il ruolo che devono svolgere le comunità montane con politiche forestali, salvaguardia del territorio, progetti idrogeologici. Bisogna farsi un esame di coscienza. Dobbiamo vedere le risorse. C’è l’esigenza di fare chiarezza su chi debba svolgere le funzioni delle comunità montane».

Per il consigliere Marinelli: «Tagliamo i deputati e paghiamo i lavoratori».

Ed ancora Mongillo: «Voglio rispondere a Sampietro, questo vittimismo estremo lo ritroviamo come una costante a tutti i livelli, vogliamo che qualcuno che in questo momento sta lavorando male per il paese lo vogliamo mandare a casa. Situazione lampante che non possiamo contestare. Chiudere un bilancio in positivo, come ha fatto Sibilia, è grave, perché in un momento di crisi vuol dire non investire sul territorio, questo significa non gestire un paese nell’interesse della comunità».

Per il vicesindaco Sozio: «Credo e spero in una politica che abbia memoria: Lauro e Sarno devastati da una frana nel 1998, la tutela dell’ambiente sia che se ne occupi la provincia che le comunità. Noi dobbiamo salvaguardare l’ambiente e il livello occupazionale».

L’assessore Dello Russo: «Soddisfazione per il consiglio che vota all’unanimità questa deliberazione, un’importante presa di coscienza. Auspico che anche altre amministrazioni possano esprimere allo stesso modo alla regione Campania questa situazione. Non credo che spostare alle province il problema possa essere la soluzione in prospettiva futura. Importante l’istituzione, come la nostra, vicina ai cittadini rispetto ad altre istituzioni sovracomunali».

Per l’assessore Gesualdo «Il problema è molto serio, non per esprimere criticità per il passato ma credo che se ne doveva parlare nel momento in cui sono nate le Comunità montane. Il 65% del nostro territorio è montano, percentuale molto indicativa. Il territorio montano è una grande risorsa sfruttata bene poco finora. In alta Italia la montagna esprime occupazione ed economia, non voglio fare polemiche, sicuro sono stati fatti sprechi. Credo che le comunità montane dovevano avere più risorse per potersi esprimere, gli operatori montani sono al di sotto degli agricoli, non si può armare un esercito e mandarlo allo sbaraglio. Il problema va inquadrato in un’ottica più lunga, dare respiro a lungo termine. Gli operatori forestali devono essere inquadrati dalla comunità montana, il parco del Partenio escluderebbe tanti comuni. Le comunità montane potrebbero allargarsi ad altri progetti (pelle, castagne) azione rilevante anche nella prevenzione degli incendi. Sono fiducioso nel cuore perché amiamo la montagna che può essere una grande risorsa, nella mente perché abbiamo una classe politica dirigenziale capace di cambiare il quadro normativo in una prospettiva che possa portare al pensionamento dei nostri amici forestali, per trarre i vantaggi che al Nord già ci sono».

L’assessore Evangelista invece :«Primo aspetto fondamentale, salvaguardare l’occupazione, eliminare e ridurre la possibilità di spesa significa peggiorare la crisi economica in territori già colpiti. Non posso non sottolineare che la crisi finanziaria nazionale è una realtà da cui non si può prescindere, non ci sono i fondi per avere tutto: la strada è quella dell’ampliamento delle conoscenze, condivido il pensiero di Marinelli, assimilare territori diversi non è condivisibile, la presenza del nostro ex sindaco Saccardo è una garanzia. Ampliare le competenze è quindi fondamentale per la sopravvivenza di queste strutture evitando sovrapposizioni tra servizi pubblici e privati tramite appalti: ciò determina sprechi e mette a rischio l’occupazione. Dobbiamo tutelare le nostre zone. La secessione non si fa solo dal punto di vista politico ma anche finanziario, giusta tutela del nostro territorio, Napoli e Caserta non devono essere i soli attrattori di risorse finanziarie. Spero che il nostro consiglio regionale sia capace di occupare queste persone e che si vada incontro a una riforma delle comunità montane».

A conclude i lavori, prima del voto finale, il sindaco Massimiliano Carullo: «Ringrazio tutto il consiglio comunale promotore di un’iniziativa che andrà anche in altri comuni perché la partita è tutta da giocare. Sottoscrivo in pieno ciò che è stato detto». Poi il voto unanime sul deliberato con il quale si chiede al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, agli assessori Amendolara e Sommese, alla giunta e al consiglio regionale:

1) voler farsi doverosamente carico della grave problematica che investi le circa 5700 famiglie campane impegnandosi prioritariamente a garantire i livelli occupazionali nelle modalità ritenute opportune nel rispetto dei ruoli, delle professionalità e della dignità morale dei lavoratori;

2) di programmare un’articolazione di governance territoriale con l’assegnazione di funzioni-competenze attraverso arre vaste omogenee al fine di poter realmente curare il territorio e poterne consentire la permanenza delle popolazioni, scongiurando la desertificazione delle zone interne della Campania;

3) di attivare un tavolo di confronto con tutti i livelli istituzionali e con i rappresentanti delle Comunità interessate al fine di addivenire ad una soluzione equa, condivisa e che rispetti i principi di adeguatezza, differenziazione e sussidiarietà;

4) di voler garantire le somme per i dovuti emolumenti arretrati e presenti ai dipendenti delle comunità Montane attualmente in servizio.

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Una Risposta »

  1. iO NON VEDO LA MONTAGNA PULITA. bASTA FARE UN GIRO NEI GIRONI DI MONTEVERGINE E RENDERSI CONTO DELLO STATO DI ABBANDONO DI DEGRADO E DI SPORCIZIO DELLA MONTAGNA. LE CUNETTE SONO SPORCHE E SEMPRE INTASATI DAI RICCI DI CASTAGNE DELLA SCORSA ANNATA. IL SOTTOBOSCO è PIENO DI RAMI SECCHI E PRONTI A PRENDERE FUOCO. TENGO A CUORE IL FUTURO DI TANTE FAMIGLIE , MA SAREBBE OPPORTUNO CHE LO STIPENDIO SE LO GUOADAGNINO LAVORANDO.
    LA MONTAGNA OFRRE TANTO MA VA CURATA E COCCOLATA, E NON SI LAVORA ANDANDO A SPASSO IN JEEP E PRENDENDENDO CAFFè AI VAI BAR

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