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Il coordinamento cittadino del Pdl all’attacco di Carullo: inadeguato per il ruolo di sindaco

Pubblicato in data: 29/10/2011 alle ore:10:13 • Categoria: Politica, PdlStampa Articolo

Gli esiti del consiglio comunale del 25 ottobre scorso confermano inequivocabilmente ciò che da tempo sosteniamo ossia la totale inadeguatezza di Massimiliano Carullo ad assolvere i compiti connessi alla funzione sindacale. Come molti di voi già sapranno tutti i consiglieri di opposizione hanno simbolicamente disertato i lavori per richiedere che le adunanze dei consiglieri comunali si tengano in orari più consoni.
La risposta di Mercogliano 2010 non si è fatta attendere ed è arrivata, seduta stante, dalla bocca di Massimiliano Carullo che non si è risparmiato nel propinarci la solita, lagnosa, trita e ritrita celebrazione che puntualmente utilizza per propagandare i capisaldi del Carullo-pensiero. E quindi per il nostro “un consiglio comunale non può perdere tempo” ed essere subordinato ad orari di sorta quando vi sono argomenti da trattare con somma urgenza. E poi, sostiene Carullo, chi vuole essere consigliere comunale deve sacrificarsi per il bene della comunità, facendo passare il lavoro e tutto il resto in secondo piano. Esempio massimo di questa immolazione civica sarebbe il consigliere di maggioranza che viene appositamente da Bari nonché il vicesindaco Sozio il quale non ha mancato di rimarcare, in un articolo apparso all’indomani del consiglio, di aver dovuto addirittura rinunciare al suo giorno libero per potervi partecipare. Il primo cittadino tenta di confutare anche quanto sostenuto dall’opposizione circa i risparmi conseguibili tenendo i consigli comunali in orari non lavorativi riconducendo tali economie nel confuso e generico concetto di “costi della politica”. E da qui, poi, prende il la per dare il meglio di sé sugli argomenti che gli risultano più congeniali, sempre al fine di utilizzare il dramma degli altri per rendere ancora più sacro il rituale della sua civica immolazione. La soppressione del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi e la vertenza dei lavoratori della comunità montana diventano quindi argomenti che completano la sua intenzionale trasfigurazione nel Vate dell’Irpinia tradita e martoriata; il tutto, ovviamente, condito dall’inevitabile e qualunquistica retorica sul mancato futuro delle nuove generazioni.
Risulterà a questo punto evidente, per quanto sin qui riportato, l’elusività e la pochezza della risposta rispetto ad una istanza di maggiore democrazia partecipativa fatta propria non solo dal nostro gruppo consiliare ma dall’intera opposizione. Ci domandiamo, poiché siamo in tema, se il consigliere di stanza a Bari si sottoponga ad auto-flagellazione ogni qualvolta debba tornare a casa per partecipare alle attività del consiglio e se vi sono altri esempi di pesanti privazioni come quella del vicesindaco Sozio che ha eroicamente rinunciato al suo giorno di riposo per potersi adagiare sul suo scranno di giunta. Ciò che tuttavia più ci lascia sgomenti è la visione dell’azione amministrativa che traspare dagli interventi del sig. Carullo. Interventi che, il più delle volte, hanno ad oggetto argomenti che non rientrano nel perimetro d’azione dell’amministrazione mercoglianese ma che riguardano altre zone della nostra provincia o della regione e che, tuttavia, vengono puntualmente proposte come materia di discussione nell’ambito dell’assemblea cittadina. A questo punto dobbiamo, per forza di cose, supporre che al sig. Carullo vadano stretti i panni di sindaco e siamo costretti a pensare che, in virtù di una malcelata ambizione, si alleni ad esercitare funzioni che possono essere ricondotte a quelle tipiche del consigliere regionale, del parlamentare o addirittura del presidente di provincia. Questo moderno Masaniello delle aule consiliari, tra l’altro, fa discendere la sua legittimazione a discettare di argomenti che non riguardano l’amministrazione comunale da una presunta superiorità morale che gli proverrebbe, a sua detta, dall’essere un eletto e non un nominato come lo sono i rappresentati politici nazionali.
I comportamenti del primo cittadino costituiscono, a nostro avviso, un evidente sintomo di un’inarrestabile degenerazione del civismo mercoglianese, laddove chi ha ricevuto il mandato per amministrare una comunità ne utilizza invece le istituzioni per interessarla di argomenti la cui discussione avrebbe una collocazione sicuramente più idonea nell’ambito di adunanze di movimenti e partiti. Ed è proprio su questi argomenti che Carullo dà il meglio di sé sperticandosi in invocazioni, suppliche e funamboliche petizioni che coinvolgono, immancabilmente, la giunta e l’intera maggioranza. Tant’è che da circa un anno a questa parte nell’aula del consiglio comunale riecheggiano, per lo più, parole come “solidarietà”, “vicinanza”, “sostegno” che, encomiabili sul piano morale e quindi efficaci dal punto di vista propagandistico, sortiscono poco o nulla sul piano dell’azione. C’è da dire in aggiunta che tutte le filippiche e i predicozzi sull’“Irpinia, provincia meravigliosa” si concludono sempre ed unicamente con petizioni di fondi e risorse rivolte ai politici avari e spreconi di Napoli e Roma. In maniera tale che quest’ultimi, non ottemperando, in tempi di vacche magre, a tali richieste, vengono additati come gli unici responsabili degli eventi negativi che accadono sul territorio, mentre, ovviamente, tutto ciò che è positivo è sempre frutto dell’azione della maggioranza. È quindi facilmente comprensibile come il comportamento e le affermazioni di questo esasperante Don Quichotte non fanno altro che rafforzare l’immagine deteriore di un Sud vecchio, becero ed accattone, assetato di risorse pubbliche e condannato per sempre a sopravvivere di assistenzialismo; per sempre…, meglio dire finché si può! È questo lo stato dell’arte della politica e dell’amministrazione mercoglianese, dove tutto è affidato ad un mediocre demagogo, paladino della protesta prêt-à-porter che non disdegna di incatenarsi o di salire sui tetti per solidarizzare con drammi non suoi al solo scopo di alimentare il suo sogno ad occhi aperti di divenire un giorno un membro di quella che, con mendace disprezzo, definisce la casta dei nominati.  Da parte nostra non possiamo di certo vietare al sindaco di coltivare le sue oniriche aspirazioni; anzi ci auguriamo che egli vi si abbandoni completamente decidendosi però a rimettere nelle mani dei cittadini il mandato ad amministrare la realtà del nostro territorio.

Coordinamento cittadino del Pdl

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Una Risposta »

  1. Chi ha scritto quest’articolo che disprezza Massimiliano Carullo?

    Un politico di minoranza oppure un cittadino?

    Non si butta la pietra e si nasconde la manina invidiosissima!

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