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Celebrazione del 25 aprile, la nota del Circolo cittadino del Pdl

Pubblicato in data: 25/4/2012 alle ore:23:19 • Categoria: Politica, PdlStampa Articolo

“Il 25 aprile è diventato la festa di tutto il popolo  e della nazione italiana; e nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi inammissibile”. È questo il monito che il presidente Giorgio Napolitano ha voluto rivolgere alla Nazione in occasione dei festeggiamenti per la Liberazione e che intendiamo far nostro, poiché lo condividiamo in pieno, previa opportuna e doverosa citazione. Il Sindaco di Mercogliano, invece, avendo officiato una “Cerimonia solenne e partecipata in occasione della ricorrenza del 25 aprile”, così come si legge dal sito istituzionale del Comune, non ha potuto fare a meno di stilare di suo pugno un altrettanto commosso e vibrato discorso, un condensato di profonde riflessioni, dispensate agli astanti per renderli ancor più partecipi ed edotti della solennità dell’evento commemorato. Peccato che quel discorso, che tra l’altro è scaricabile dal sito del Comune, non sia altro che una mera rielaborazione di quello che il nostro Primo cittadino ha declamato in occasione del 25 aprile 2010. E peccato che quel discorso, così come quello del 2010, non sia altro che un copia-incolla di brani di  dissertazioni commemorative, pescati qua e la sulla rete e cuciti tra di loro per dare vita al solito polpettone nazional-qualunquistico che caratterizza l’eloquio del nostrano Pasdaran della “Passione Civile”. A chi è dotato di un po’ di pazienza e di tempo per googlare in rete, la ricostruzione del plagio risulterà a dir poco esaltante. L’incipit “Il 25 aprile è la festa non solo della Liberazione ma della riunificazione d’Italia” è tratto dal discorso di Giorgio Napolitano per il 65° anniversario della liberazione mentre la frase successiva è tratta dal discorso, sempre del Presidente della Repubblica, per il 66° anniversario della medesima ricorrenza. E così copiando, attingendo a piene mani dalla dissertazione tenuta dal Presidente del Senato Marini a Bologna per il 63° anniversario della Liberazione (che, a onor del vero, è la fonte principale per lo scopiazzamento del discorso del 2010), prelevando ancora da un Napolitano di annata 2006 e 2010 e trafugando dal discorso del 25/4/2010 del poco noto Sindaco di Tricesimo, Andrea Mansotti, si giunge ad una frase di Giovanni Paolo II che il nostro passionario non avrebbe mai potuto far a meno di citare poiché strumentale alla sua costruzione populistica pregna di suggestioni religiose. Anche questa volta, dunque, il sindaco Carullo ha dato l’ennesima inconfutabile dimostrazione della sua sostanza politica, un nulla ricoperto di forma, costruita e plasmata da suggestioni emotive e popolari, tesa, in buona sostanza, alla mera propaganda della sua persona e a celare, sebbene maldestramente, il malgoverno della sua amministrazione.

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