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Consiglio comunale, Sampietro (capogruppo Pdl): “Equilibri di bilancio precari, programma inesistente: chiediamo informazioni precise sui progetti di politica sociale”

Pubblicato in data: 31/7/2012 alle ore:15:02 • Categoria: Politica, PdlStampa Articolo

La verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche di questa giunta ci offre l’occasione per sollevare dei rilievi e richiedere delucidazioni sul disegno politico (semmai ve ne fosse uno!) che quest’amministrazione intende perseguire.

È evidente che, vuoi per una irrealizzabilità intrinseca dei vostri progetti, vuoi per la politica di rigore che indubitabilmente ha ridotto le risorse a diposizione degli enti locali, gran parte delle vostre proposte, al netto di quelle oggettivamente oniriche come l’indimenticabile e indimenticato suggerimento alla FIAT di riconvertire la FMA per la realizzazione dei motori all’idrogeno, non risultano passibili di concreta attuazione.

Del vostro programma, a questo punto, rimane in piedi solo quella parte che voi etichettate come “attenzione per il sociale” ma che a noi, più che un’attenzione o un fine, sembra un mezzo per garantire un trampolino di lancio alle ambizioni elettorali del Sindaco e per assicurare la perpetuazione del vostro abnorme progetto di amministrazione. Abnorme è dir poco visto che, deducendo dalle vostre affermazioni, lo scenario maggiormente adatto per l’attuazione delle vostre politiche sociali sarebbe quello in cui vi trovereste a concedere all’intera cittadinanza, afflitta a stremata da qualche calamità naturale o da qualche piaga sociale o economica, una serie di provvidenze ed elargizioni, possibilmente attinte da risorse non esatte ma trasferite. Tuttavia il vostro disegno e le vostre ambizioni non possono fare a meno di fare i conti con i precari equilibri di bilancio che richiedono una serie d’interventi per essere garantiti. A tal proposito risulterebbe innanzitutto necessaria un presa di coscienza della reale situazione delle casse comunali, ormai allo stremo a giudicare dal costante ed ininterrotto ricorso a sostanziose anticipazioni di tesoreria. Tale situazione, come abbiamo più volte sottolineato, è da attribuirsi a questa e alla precedente amministrazione che, di fronte al mancato afflusso di fondi, pur di non ridurre gradualmente la spesa corrente, non si sono preoccupate affatto di rappresentare la situazione di bilancio con la dovuta prudenza e precauzione. Il riferimento, come avrete già compreso, è alla vexata quaestio del mancato trasferimento ICI per la parte residua rispetto all’importo, erroneamente dichiarato ed effettivamente corrisposto dal 2008 al 2011. Sebbene sembri che la vicenda abbia avuto un esito parzialmente positivo, nondimeno l’intervento del Ministero dell’Interno conferma in pieno la correttezza della posizione da noi assunta rispetto a tale questione. Ci riferiamo in particolare alle prima delle due missive inviate dagli uffici ministeriali che, prospettando inizialmente un netto rifiuto, in seguito miracolosamente ritirato, rispetto alla possibilità di rimborso dell’intero importo vantato dal nostro Comune, ha inequivocabilmente dimostrato che la riscossione dei relativi residui era sicuramente da considerarsi incerta e che, conseguentemente, la rappresentazione finanziaria di questa incertezza doveva trovare una adeguata quantificazione in un apposito e congruo fondo di svalutazione dei suddetti crediti. La questione tuttavia permane visto che, come si desume dalle suddette comunicazioni, il rimborso, contrariamente a quanto affermato in una intervista televisiva dall’assessore Evangelista, sarebbe limitato al solo triennio 2008-2010 essendovi invece una totale preclusione del Ministero per il riconoscimento degli importi relativi all’anno 2011.

Se il tempo, assessore Evangelista, come Lei sostiene, si è dimostrato galantuomo, allora si dimostri anche Lei tale evitando di definire “pretestuose” le nostre posizioni, così come invece ha fatto nella suddetta intervista, e soprattutto non esiti a riconoscere la necessità di appostare nel bilancio di previsione per l’anno in corso un fondo svalutazione crediti pari a non meno del 50% dell’importo contestato dal Ministero. Converrà infatti che, come abbiamo già avuto modo di esporre nei nostri precedenti interventi, la nostra posizione non solo è convalidata dai principi contabili per gli Enti Locali, ma trova anche conferma, sebbene indirettamente, in una recente disposizione dettata dal decreto sulla Spending Review. La norma recata dall‘art. 6 comma 17 di tale provvedimento così recita: “A decorrere dall’esercizio finanziario 2012, nelle more dell’entrata in vigore dell’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, gli enti locali iscrivono nel bilancio di previsione un fondo svalutazione crediti non inferiore al 25 per cento dei residui attivi, di cui ai titoli primo e terzo dell’entrata, aventi anzianità superiore a 5 anni. Previo parere motivato dell’organo di revisione, possono essere esclusi dalla base di calcolo i residui attivi per i quali i responsabili dei servizi competenti abbiano analiticamente certificato la perdurante sussistenza delle ragioni del credito e l’elevato tasso di riscuotibilità.” Nel nostro caso è evidente che la permanenza del credito in questione tra i residui attivi, sebbene esso non sia iscrivibile al primo e al terzo titolo delle entrate e non abbia un’anzianità superiore ai cinque anni, richiede comunque lo stanziamento di un apposito fondo svalutazione crediti. Il diritto in questione è infatti oggetto di un contenzioso tra il nostro Comune e il Ministero dell’Interno il cui esito, ad oggi, è tutt’altro che scontato. Tale situazione di fatto rende possibile sostenere che esiste una completa incertezza in merito all’effettiva sussistenza delle ragioni del credito e che quindi il tasso di riscuotibilità possa definirsi tutt’altro che elevato. Il che comporta che in fase di verifica del rispetto dell’equilibrio delle previsioni di bilancio per l’anno in corso, si dovrà procedere alla iscrizione di un fondo svalutazione crediti laddove dovesse essere accertata la sussistenza delle fattispecie contemplate dall’art. 6 comma 17 del D.L 95 del 6 luglio 2012. Allo stesso modo, inoltre, dovrà procedersi per la svalutazione prudenziale e indiretta del residuo credito vantato nei confronti del Ministero che ad oggi, fatti salvi ulteriori sviluppi del contenzioso in essere, risulta contestato in pieno a causa della variazione dei meccanismi di trasferimento e di quelli di perequazione nell’attribuzione di risorse a favore degli Enti locali.

Su tale questione, ovviamente, porremo la massima attenzione così come la porremo rispetto alla spesa che il nostro Comune sostiene a fronte dell’attuazione del vostro progetto di presunto impegno sociale. Il che equivale a dire che innanzitutto procederemo con la dovuta accuratezza all’analisi di tutto ciò che il nostro Comune spende o anticipa per le attività connesse al Piano di Zona Sociale. A dire il vero già ciò che emerge da una semplice scorsa delle pubblicazioni affisse all’Albo Pretorio non ci rassicura affatto, anzi rafforza sempre di più la convinzione che un approfondimento sull’efficacia di tale tipologia di spese non solo sia doveroso ma altresì inevitabile e necessario. In questi ultimi giorni, infatti, sono apparse numerose delibere relative a pagamenti effettuati a dirigenti e impiegati comunali, oltre che ad altri soggetti a vario titolo coinvolti, in funzione dell’attuazione di due programmi di spesa finanziati con fondi Regionali rivenienti dal PSR 2007-2013. Parliamo nello specifico dei progetti di “trasporto sociale” denominati “Express Social Transport” e “Servizi Integrati di trasporto Sociale” che sono stati realizzati dal Comune di Mercogliano in quanto capofila dell’Ambito Territoriale A/7. I progetti in questione, per quel che ci consta, hanno riguardato l’acquisto di mezzi di trasporto per un totale complessivo al netto dell’IVA di 151.600 euro e di servizi informatici per un totale complessivo, sempre al netto, dell’IVA di ben 40.070 euro. A quanto sembra gli automezzi in questione sono stati successivamente affidati, cito testualmente: “ad associazioni di volontariato appartenenti al Terzo Settore e convenzionate con lo Stesso Ambito Sociale” al fine di realizzare “l’oggetto principale delle attività progettuali ovvero il trasporto sociale effettuato sui territori d’Ambito”. Dal quadro appena delineato sorgono una serie di interrogativi e di questioni a cui speriamo replicherete senza ricorrere a quella evasiva approssimazione che solitamente contraddistingue le vostre risposte. Così, ve lo anticipiamo, non solo vi chiederemo di conoscere i dati relativi all’attuazione del servizio, i soggetti affidatari dello stesso e le convenzioni che regolano i rapporti tra i soggetti coinvolti ma faremo anche istanza per acquisire in copia tutta la documentazione progettuale e quella relativa alla rendicontazione effettuata e da effettuare nei confronti dell’Ente erogatore. Ciò che ci incuriosisce, in particolare, è conoscere la quantità e la qualità dei servizi informatici acquistati e come gli stessi siano stati implementati all’interno di un progetto essenzialmente finalizzato al trasporto di persone. Questo ovviamente è solo un primo passo per valutare quali siano in concreto i risultati della politica sociale elevata a vessillo di questa amministrazione. Siamo convinti che una analisi seria e circostanziata non potrà che condurre ad una sola ed unica conclusione e cioè che la spesa per il sociale, voluta e alimentata dalla maggioranza, oltre ad essere ridondante, superflua e disincentivante genera una allocazione improduttiva delle risorse a disposizione le quali, in definitiva, come ai più è noto, vengono acquisite attraverso il debito pubblico o per il tramite della tassazione.
Nicola Sampietro

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