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La Provincia di Avellino pioniera in Italia per lo studio e la tutela della salute dei cittadini, presentato il progetto insieme al Crom e Asl

Pubblicato in data: 11/6/2013 alle ore:07:25 • Categoria: Attualità • Stampa Articolo

osservatorio tumori provinciaLa Provincia di Avellino pioniera in Italia per lo studio e la tutela della salute dei cittadini. Presentato, ieri mattina, a Palazzo Caracciolo l’innovativo progetto di attivazione di un Osservatorio sullo stato di salute della popolazione irpina e del territorio realizzato insieme all’Istituto Tumori di Napoli – Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, con l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «Conoscere, attraverso dati ufficiali e attendibili, lo stato di salute della popolazione è la base per poter migliorare la qualità della vita, la nostra provincia si erge a diventare punto di riferimento nazionale come primo ente territoriale che indirizza una gestione oculata di spesa in questa direzione» queste le parole del Commissario Straordinario Raffaele Coppola in riferimento all’inserimento nel bilancio di una voce dedicata al cofinanziamento dell’iniziativa attraverso una borsa di studio che permetterà ad un ricercatore di predisporre studi specifici. «Contare i morti dovuti al cancro e all’inquinamento non basta, sono oltre 10 anni che non si fa nulla al riguardo con dati che dormono nei cassetti, ora, entro sei mesi avremo risultati utili da cui far partire politiche mirate – interviene il Direttore del Crom Tonino Pedicini –. Ribaltiamo i dati e incrociamoli con quelli relativi all’inquinamento ambientale per trovare un nesso tra mortalità e territorio e capire se esiste una relazione tra ricoveri ospedalieri e comune di residenza ma senza creare allarmismi infondati». Riferimento che richiama la scottante e drammatica questione dell’Isochimica di Pianodardine: «Una problematica del genere oggi non potrebbe più verificarsi – sottolinea il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Moscati, Giuseppe Rosato – le normative odierne in tema di prevenzione e studio dei rischi e l’attenzione maggiore da parte degli enti e dei lavoratori stessi alla qualità della vita non permettono più di incorrere nei madornali errori fatti negli anni ’80. Ognuno farà la sua parte a favore della ricerca e dell’utilizzo dei dati raccolti». La raccolta informazioni si basa su flussi informatizzati che comprendono i dati registrati da Asl, Istat, Arpac e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: «Nella nostra Regione il tasso di mortalità incide di più perché la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è di 5 punti inferiore rispetto a Centro Nord – incalza Pedicini al fianco del Direttore Operativo del Crom Giuseppe Castello – la causa sta nello screening effettuato in ritardo unito alla mancanza di cure disponibili per tutti». Insomma una sfida che in breve tempo mira ad avere risultati tangibili soprattutto in tema di programmazione: «Solo unendo le forze si potranno analizzare i dati sia per fini puramente epidemiologici che di valutazione delle azioni da compiere sul territorio – interviene Mario Ferrante Direttore Sanitario dell’Azienda Sanitaria Locale -. Insieme al Crom siamo pronti a mettere a disposizione le nostre professionalità per diventare polo di riferimento regionale». Un lavoro di analisi che si trasformerà, quindi, in politiche d’azione territoriali: «un’iniziativa che metterà ordine sulle informazioni relative alla nostra provincia per avere dati reali e puntuali sui tumori ed evitare allarmismi diffusi» commenta il presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino Antonio D’Avanzo. Insomma la medicina sta cambiando e si apre ad una nuova funzione sociale avvalorata anche dall’imminente aggiornamento del codice deontologico professionale in materia di qualità dell’ambiente di vita e dei luoghi di lavoro: «nella nuova versione del codice è menzionata una nuova funzione sociale del medico che – conclude D’Avanzo – non è tenuto solo a prestare il proprio apporto professionale ma anche a promuovere stili di vita idonei alla tutela della salute del cittadino».

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