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Vertenza Eldo, la protesta si allarga. I dipendenti pronti alle vie legali

Pubblicato in data: 4/6/2013 alle ore:09:32 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Si allarga la protesta dei lavoratori Eldo SpA, il colosso casertano dell’elettronica con un buco nei conti di diversi milioni di euro. Ancora nessuna svolta sulla vertenza che ha travolto i 18 dipendenti del megastore di Torrette di Mercogliano insieme anche ai colleghi dei punti vendita del Vomero, Pozzuoli e Cinecittà, gli ultimi in ordine di tempo a chiudere i battenti. A breve probabilmente, la stessa sorte toccherà alle due sedi di Salerno nonostante il concordato preventivo stipulato proprio per consentire la salvaguardia dell’azienda e dei posti di lavoro. In attesa per la convocazione in Prefettura, i dipendenti si dicono pronti, se necessario, a portare avanti azioni legali. Ieri pomeriggio l’incontro tra alcuni lavoratori presso la sede Ugl di Avellino e successivamente con l’avvocato di riferimento del sindacato Ettore Freda per discutere sul da farsi: «non vogliamo restare a guardare – afferma Gioconda Laurino dipendente e Rsa Ugl -, tra noi ci sono lavoratori da mesi senza stipendio e con famiglie sulle spalle da mantenere». Da inizio gennaio ad oggi 6 store su 13 hanno abbassato le saracinesche in Campania, una situazione quella dell’azienda con sede a Orta di Atella in provincia di Caserta e appartenente alla famiglia Damiano, drammaticamente difficile e che rischia di lasciare senza lavoro oltre 500 dipendenti a dispetto dell’enorme manifesto che campeggia all’esterno della struttura che avvisa la clientela, dirottata sul più vicino punto vendita di Salerno, della chiusura per inventario e ristrutturazione senza però indicare nessuna data certa sulla riapertura del negozio: «ci sentiamo presi in giro, nessuno ha avuto la decenza di avvisarci per tempo – incalzano i dipendenti – vogliamo garanzie sul nostro futuro». Al momento sono in 100 ad essere posti in cassa integrazione a zero ore in deroga da fine maggio,. Una situazione critica che comincia nel 2010, primo anno in cui l’azienda registra passività, e passa per un concordato preventivo, la cassa straordinaria e gli ammortizzatori sociali in deroga, e che rischia ora di precipitare proprio dopo la chiusura delle sedi di Torrette e del Vomero con i lavoratori sempre più nervosi e preoccupati: «siamo stati abbandonati all’improvviso e senza alcun preavviso da parte dei vertici aziendali e dei sindacati provinciali – commenta un lavoratore -. Ci auguriamo un intervento politico veloce risolutivo o un salvataggio da parte di qualche imprenditore del settore interessato a rilevare l’azienda». Da parte dell’azienda, intanto, ancora nessuna comunicazione ufficiale.

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