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Lacrime e Dolore per l’ultimo saluto a Giovanni Dello Russo. Il monito di Don Angelo: “Viviamo nel privatismo, i problemi si risolvono insieme”

Pubblicato in data: 19/8/2014 alle ore:15:31 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

funerale giovanni dello russoUn lungo e commovente applauso ha accompagnato l’uscita dalla Chiesa di San Modestino della salma di Giovanni Dello Russo. Molte le persone che questa mattina hanno gremito la Chiesa di San Modestino in ogni ordine di posto. C’erano i parenti, i conoscenti e gli amici di sempre, ancora increduli per quello che è successo nella notte tra sabato e domenica scorsa. Presenti le istituzioni con il sindaco Massimiliano Carullo, il delegato alle politiche sociali Giacomo Dello Russo e la delegata alle politiche giovanili Maria Sasso. A porgere l’estremo saluto al 47enne mercoglianese anche l’ex sindaco Tommaso Saccardo e Angelo Iandolo, capogruppo del gruppo Mercogliano Cambia in consiglio comunale. A celebrare la Messa Don Angelo Picariello, parroco della Chiesa di San Modestino, accompagnato dai due parroci cittadini Don Vitaliano Della Sala e Don Giuseppe Iasso. Sopra la bara un quadretto che ritraeva la foto sorridente di Giovanni. “Un po’ tutti dobbiamo sentirci interpellati da questa drammatica morte, non è la prima, ce ne sono state altre.  – il monito di Don Angelo nell’omelia –  Viviamo in una società, e qui a Mercogliano ne siamo contagiati, che vive nel privatismo: ognuno pensa a sè, ai propri dolori e ai propri problemi. Ma i problemi si risolvono mettendoli in comune, affrontandoli insieme. Mai capiremo abbastanza questa verità fondamentale che il vangelo ci ha insegnato a considerare. Gesù non ha forse fatto comunione con i dolori del prossimo, anche degli ultimi, anche degli esclusi, anche dei più disprezzati. In  Gesù non vediamo il modello, l’esempio perfetto, della vera carità, che non giudica ma accoglie e non solo accoglie ma nella sua parola indica a tutti la strada per uscirne. Perciò credo che la morte drammatica di Giovanni, come anche le altre che ci sono state, ci devono scuotere. se siamo veramente cristiani non viviamo per noi stessi e siccome nessuno lo è abbastanza tutti siamo interpellati a crescere nel cristianesimo, nella vera religiosità. Notate come in tutti i suoi gesti e nelle sue parole il Papa vuole comunicare questa grande esigenza di vicinanza e di attenzione verso gli altri. Non vi pare che siamo troppo chiusi, dovremmo aprirci di più anche quando gli altri non parlano abbastanza, dovremmo intuire i problemi. Se veramente amiamo intuiamo i problemi degli altri e cerchiamo di fare il nostro possibile perchè possano uscire dal loro dramma e avere dalle nostre parole, dai nostri gesti, dal nostro affetto un aiuto per uscire e poter migliorare. Affidiamo le nostre preghiere a Gesù per colui che in quel momento non sapeva cosa faceva a se stesso, alla sua mamma, alle sue sorelle, ai suoi familiari, ai suoi amici”. Le parole del Parroco di San Modestino risuonano nelle menti di ognuno di noi e ci lasciano tanti punti interrogativi. Oggi è il tempo del silenzio e delle riflessioni.

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