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Polo formativo di via Matteotti, “procedura illegittima”: ricorso al Tar di Salerno

Pubblicato in data: 20/1/2015 alle ore:07:41 • Categoria: Attualità, ComuneStampa Articolo

tar salernoPolo formativo di via Matteotti: c’è il ricorso al Tar. Prosegue a colpi di carte bollate l’iter relativo all’assegnazione dei lavori di «Valorizzazione, riorganizzazione ed integrazione dei percorsi nello spazio urbano attraverso azioni di qualità finalizzate allo sviluppo sostenibile economico e sociale» che avrebbe dovuto dare vita alla realizzazione di un nuovo centro formativo a Mercogliano. A presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, rispetto al bando pubblicato il 30 giugno scorso e scaduto il 9 agosto, il Consorzio stabile di imprese «Infratech» con sede a Napoli risultato non vincitore del bando insieme all’impresa singola «Edil Domus srl» di Giugliano in Campania. Ad aggiudicarsi i lavori, invece, in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per un importo complessivo di 2.859.984,70 euro sulla base dei Fondi Por Campania FESR 2007/2013, l’associazione temporanea di imprese con capogruppo la «ATI Base House srl» con sede a Montemiletto. I lavori, la cui durata è fissata in 196 giorni, comprendono oltre la realizzazione della struttura dedicata alla formazione, anche la riqualificazione delle aeree a verde, la viabilità, i sottoservizi e il rifacimento dei marciapiedi di una zona periferica della città. Alla base della contestazione avanzata dal Consorzio la valutazione effettuata dalla commissione di gara riguardo il criterio che richiedeva tecnologie e materiali innovativi in grado di migliorare il comportamento sismico della struttura del polo formativo. A tale elemento fu attribuita la valutazione di  0 punti su 15 e di fatto fu bocciata la proposta migliorativa offerta che prevedeva la realizzazione di una struttura ex novo in acciaio che, secondo il consorzio, avrebbe portato diversi vantaggi tra cui l’annullamento dei costi di gestione e manutenzione da parte dell’amministrazione comunale. La commissione di gara, presieduta dall’ingegnere Morisco dell’Utc e da altri due membri, indicava la scarsa efficacia dell’acciaio in zone sismiche e la non innovatività del progetto. Conseguentemente si è proceduto alla definizione della graduatoria tecnica dei tre partecipanti e all’aggiudicazione definitiva, in data 5 dicembre 2014, a favore dell’associazione temporanea d’impresa che offriva un ribasso d’asta dell’ 1,2 %. Di qui la richiesta di accesso agli atti da parte del consorzio stabile e la conseguente decisione di adire alle vie legali, notificando in data  5 gennaio, al sindaco Massimiliano Carullo e al dirigente dell’ufficio tecnico l’avvio del ricorso al Tar contro l’aggiudicazione definitiva della gara in nome di una presunta illegittimità nella valutazione tecnica assegnata.

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Una Risposta »

  1. Gentile redazione, per un’informazione completa e trasparente, sperando di farvi cosa gradita, vi inviamo la sentenza n. 378/2015 emessa dal Tribunale Amministrativo di Salerno che ha accertato la LEGITTIMITÀ DELLA PROCEDURA, rigettando “punto per punto” i motivi del ricorso proposto dal Consorzio stabile di imprese «Infratech» (e con esso anche l’impresa Avitabile).
    La sentenza conferma per l’ennesima volta l’ineccepibile e buon operato della macchina amministrativa guidata dal sindaco prof. Carullo che anche questa volta è riuscito nel suo unico interesse, ovvero a tutelare la crescita del paese e con essa una migliore vivibilità, evitando REPUBBLICA ITALIANA

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

    sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)

    ha pronunciato la presente
    SENTENZA

    sul ricorso numero di registro generale 66 del 2015, proposto da:
    Consorzio Stabile Infratech, in persona del Presidente p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Luigi Quaranta, con cui è elettivamente domiciliato in Salerno, Via R.De Martino,10 c/o di Giulio;
    contro
    Comune di Mercogliano in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Lorenzo Lentini, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Salerno, c.so Garibaldi, 103;
    nei confronti di
    Base House S.r.l., in persona del legale rapp. p.t., in proprio e in qualità di capogruppo e mandataria dell’Ati Base House e SAVA srl, in persona del legale rapp. p.t., in proprio e quale mandante dell’Ati Base House, rappresentate e difese dagli avv.ti Claudio Alviggi e Pietro Musto, con cui sono elettivamente domiciliate in Salerno al Largo Dogana Regia, n. 15, presso lo studio dell’avv. Valentina Brancaccio;
    Edil Domus S.r.l., non costituita,
    per l’annullamento
    determinazione n.480 del 05.12.2014 recante aggiudicazione definitiva della gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’intervento di “valorizzazione,riorganizzazione,ed integrazione dei percorsi nello spazio urbano attraverso azioni di qualità finalizzate allo sviluppo sostenibile economico e sociale e realizzazione di un polo formativo” ed ogni atto consequenziale,connesso e presupposto

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Mercogliano in Persona del Sindaco P.T. e di Base House S.r.l. e di S.A.V.A. S.r.l.;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 gennaio 2015 il dott. Maurizio Santise e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

    FATTO e DIRITTO
    Il Consorzio ricorrente ha impugnato la determinazione n. 480 del 05.12.2014 del Comune di Mercogliano con cui è stata aggiudicata in via definitiva la gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’intervento di valorizzazione, riorganizzazione ed integrazione dei percorsi nello spazio urbano attraverso azioni di qualità finalizzate allo sviluppo sostenibile economico e sociale e realizzazione di un polo formativo, contestandone la legittimità e chiedendone l’annullamento.
    In particolare, il Consorzio ricorrente ha dedotto plurime violazione del Codice dei Contratti e, in particolare:
    la Commissione avrebbe dovuto escludere l’Ati Base House perché avrebbe presentato un plico con entrambi i lati corti sprovvisti della controfirma, in violazione del disciplinare;
    la presa di visione dei luoghi sarebbe stata fatta solo dalla mandataria e non dalla mandante e, quindi, l’Ati Base House avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, come prevederebbe il disciplinare;
    l’Ati Base House si è avvalsa di un’impresa ausiliaria che, a sua volta, ha manifestato la volontà di avvalersi della facoltà di subappaltare i lavori e, quindi, il contratto di avvalimento sarebbe nullo;
    l’offerta tecnica, la relazione tecnica di accompagnamento agli elaborati progettuali ed i computi metrici non sarebbero stati sottoscritti da tutti i professionisti;
    La Edil Domus srl, seconda graduata, avrebbe dovuto essere esclusa perché avrebbe reso una dichiarazione di subappalto generica e, inoltre, non sarebbe qualificata per determinate categorie di lavori richiesti dal bando;
    Illegittimità del bando di gara per violazione dei DM 24.4.2014, DL 47/2014 e L. 80/2014;
    La Edil Domus avrebbe dovuto essere esclusa perché sprovvista dell’abilitazione per le opere relative agli impianti richiesti dal punto 19 del disciplinare di gara;
    La prima e la seconda classificata non avrebbero indicato i progettisti cui affidare la progettazione esecutiva;
    La commissione in maniera irragionevole non avrebbe attribuito alcun punteggio al progetto del Consorzio ricorrente che avrebbe indicato materiali innovativi e tecnologie in grado di migliorare il comportamento statico della struttura;
    In via subordinata, il consorzio ricorrente contestava l’intera gara, chiedendone l’annullamento.
    In particolare, il bando di gara non conterrebbe tra i requisiti afferenti la progettazione esecutiva il possesso di idonea qualificazione in ordine alla categoria Ig di cui alla L. 143/1949 e, inoltre, la Commissione avrebbe verificato l’insussistenza di irregolarità previdenziali e fiscali al momento dell’aggiudicazione e non al momento dell’offerta.
    Si costituivano in giudizio il Comune, la Base House S.r.l. e la S.A.V.A. S.r.l. che contestavano l’avverso ricorso e ne chiedevano il rigetto.
    Alla camera di consiglio del 29 gennaio 2015, dopo la discussione delle parti la causa veniva trattenuta in decisione.
    Il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito con sentenza in forma semplificata, emessa ai sensi dell’art. 60 c.p.a., adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare, stante l’integrità del contraddittorio, l’avvenuta esaustiva trattazione delle tematiche oggetto di giudizio, nonché la mancata enunciazione di osservazioni oppositive delle parti, rese edotte dal Presidente del Collegio di tale eventualità.
    Tanto premesso il ricorso è infondato.
    Non è fondato il motivo di ricorso teso a contestare il plico presentato dall’Ati Base House, in quanto l’art. 22 del disciplinare di gara, secondo cui il plico, a pena di esclusione della gara, deve essere sigillato con ceralacca o nastro adesivo e controfirmato sui lembi di chiusura, deve essere letto unitamente all’art. 35 che, delineando le cause di esclusione, prevede l’esclusione della gara in caso di non integrità del plico o altre irregolarità relative alla chiusura dei plichi tali da far ritenere, secondo le circostanze concrete, violato il principio di segretezza delle offerte.
    Ne deriva, quindi, che coerentemente con quanto prevede l’art. 46 Codice dei Contratti, non basta la mancata apposizione della firma sulla busta, ma occorrono elementi tali da far ritenere, secondo le circostanze del caso concreto, che sia stato violato il principio della segretezza delle offerte.
    Nel caso di specie, il consorzio ricorrente non ha dedotto alcun ulteriore profilo al di là della mancata apposizione della firma, e, pertanto, il motivo articolato è infondato.
    Privo di fondamento è anche il motivo teso a contestare l’assenza di sopralluogo da parte della mandante, in quanto il Comune ha depositato l’attestato di presa visione dei luoghi da parte della Sava, mandante nell’Ati (cfr., all. n. 8 della produzione del Comune).
    Anche la dichiarazione dell’impresa ausiliaria Giambalvo che si è riservata la facoltà di subappaltare i lavori non può di certo essere intesa come causa di esclusione dell’appalto o come causa di nullità del contratto di avvalimento, anche perché, ad ogni modo, si tratta di una mera riserva che verosimilmente non si tradurrà in atti concreti come emerge dalla complessiva dichiarazione dell’impresa ausiliaria che è tesa a prestare le proprie risorse ai fini dell’avvalimento. A ben vedere, la dichiarazione di riserva di subappalto è contenuta nei moduli prestampati dalla stazione appaltante e sembra una mera svista da parte dell’impresa ausiliaria, più che indice di una volontà di partecipare come concorrente alla gara.
    Priva di pregio è, altresì, l’eccezione relativa alla mancata sottoscrizione dell’offerta tecnica, della relazione tecnica e dei computi metrici da parte dei professionisti associati per la progettazione, perché non emerge l’obbligatorietà di tale sottoscrizione dal bando di gara. Anzi l’art. 31 del disciplinare di gara evidenzia che i citati documenti devono essere sottoscritti dal legale rapp. o da un suo procuratore, nonché dal tecnico individuato o associato. Nel caso di specie, i documenti tecnici allegati all’offerta tecnica sono stati firmati dal Prof. Ing. Petti professionista incaricato ai sensi dell’art. 90, lett. g) Codice degli appalti e mandatario del raggruppamento temporaneo di professionisti.
    Anche il settimo motivo di ricorso è infondato, in quanto nel modello B presentato dall’Ati l’ing. Luigi Petti è indicato come il professionista esecutore (cfr., allegato n. 8 della produzione di Base House srl e SAVA srl).
    Anche l’ottavo motivo di ricorso va rigettato, in quanto il provvedimento impugnato è espressione di discrezionalità tecnica che può essere sindacata da questo Collegio solo in presenza di profili di irragionevolezza o per macroscopici errori che, nella specie, non sussistono.
    In relazione alla ritenuta illegittimità della gara per mancata previsione del possesso da parte dei concorrenti di idonea qualificazione in ordine alla categoria IG, colgono nel segno le difese delle società contro interessate in quanto la categoria classe IC è stata ritenuta assorbente di quella contestata. Ad ogni modo, l’Ati ha individuato il progettista Petti per la categoria classe IG.
    Infine non è fondato il motivo di ricorso teso a contestare il tempo della verifica della regolarità contributiva previdenziale e fiscale, in quanto, come già evidenziato dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, con la determinazione del 21.5.2009, n. 5, l’attestazione di qualificazione, rilasciata dalle S.O.A – Società Organismo di Attestazione, “è obbligatoria per chiunque esegua i lavori pubblici … di importo superiore a 150.000 Euro” e “costituisce condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria ai fini dell’affidamento di lavori pubblici” (art. 1, rispettivamente, commi 2 e 3, del D.P.R. n. 34/2000), e, quindi, rende non applicabile la verifica ex art. 48 per appalti di importo superiore a 150.000 Euro. Infatti, in tal caso, l’attestato SOA costituisce la prova dei requisiti di capacità tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria e le stazioni appaltanti ne verificano il possesso e la validità temporale in capo a tutti i concorrenti, mediante accesso al casellario informatico dell’Autorità.
    Il presente appalto è di importo superiore a 150.000,00 e inferiore a 2.894.647,50 e, quindi, il citato motivo di ricorso va respinto.
    In relazione poi ai rilevi mossi contro la seconda classificata, il Collegio ritiene di non esaminarli, in quanto l’eventuale accoglimento degli stessi non comporterebbe alcuna utilità per il consorzio ricorrente, come ha precisato l’Ad. Pl. 9/2014, in quanto le censure mosse contro la prima classificata sono risultate infondate.
    Il ricorso va, quindi, respinto.
    Le ragioni che hanno condotto alla presente decisione giustificano la compensazione delle spese di lite tra le parti.
    P.Q.M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)
    definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
    Compensa le spese di lite tra le parti.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
    Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 29 gennaio 2015 con l’intervento dei magistrati:
    Giovanni Sabbato, Presidente FF
    Ezio Fedullo, Consigliere
    Maurizio Santise, Referendario, Estensore

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 16/02/2015
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) distruttivi, strumentali ed azzardati di chi certamente alla Città di Mercogliano non tiene!

    REPUBBLICA ITALIANA

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

    Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

    sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)

    ha pronunciato la presente
    SENTENZA

    sul ricorso numero di registro generale 66 del 2015, proposto da:
    Consorzio Stabile Infratech, in persona del Presidente p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Luigi Quaranta, con cui è elettivamente domiciliato in Salerno, Via R.De Martino,10 c/o di Giulio;
    contro
    Comune di Mercogliano in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Lorenzo Lentini, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Salerno, c.so Garibaldi, 103;
    nei confronti di
    Base House S.r.l., in persona del legale rapp. p.t., in proprio e in qualità di capogruppo e mandataria dell’Ati Base House e SAVA srl, in persona del legale rapp. p.t., in proprio e quale mandante dell’Ati Base House, rappresentate e difese dagli avv.ti Claudio Alviggi e Pietro Musto, con cui sono elettivamente domiciliate in Salerno al Largo Dogana Regia, n. 15, presso lo studio dell’avv. Valentina Brancaccio;
    Edil Domus S.r.l., non costituita,
    per l’annullamento
    determinazione n.480 del 05.12.2014 recante aggiudicazione definitiva della gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’intervento di “valorizzazione,riorganizzazione,ed integrazione dei percorsi nello spazio urbano attraverso azioni di qualità finalizzate allo sviluppo sostenibile economico e sociale e realizzazione di un polo formativo” ed ogni atto consequenziale,connesso e presupposto

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Mercogliano in Persona del Sindaco P.T. e di Base House S.r.l. e di S.A.V.A. S.r.l.;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 gennaio 2015 il dott. Maurizio Santise e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

    FATTO e DIRITTO
    Il Consorzio ricorrente ha impugnato la determinazione n. 480 del 05.12.2014 del Comune di Mercogliano con cui è stata aggiudicata in via definitiva la gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’intervento di valorizzazione, riorganizzazione ed integrazione dei percorsi nello spazio urbano attraverso azioni di qualità finalizzate allo sviluppo sostenibile economico e sociale e realizzazione di un polo formativo, contestandone la legittimità e chiedendone l’annullamento.
    In particolare, il Consorzio ricorrente ha dedotto plurime violazione del Codice dei Contratti e, in particolare:
    la Commissione avrebbe dovuto escludere l’Ati Base House perché avrebbe presentato un plico con entrambi i lati corti sprovvisti della controfirma, in violazione del disciplinare;
    la presa di visione dei luoghi sarebbe stata fatta solo dalla mandataria e non dalla mandante e, quindi, l’Ati Base House avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, come prevederebbe il disciplinare;
    l’Ati Base House si è avvalsa di un’impresa ausiliaria che, a sua volta, ha manifestato la volontà di avvalersi della facoltà di subappaltare i lavori e, quindi, il contratto di avvalimento sarebbe nullo;
    l’offerta tecnica, la relazione tecnica di accompagnamento agli elaborati progettuali ed i computi metrici non sarebbero stati sottoscritti da tutti i professionisti;
    La Edil Domus srl, seconda graduata, avrebbe dovuto essere esclusa perché avrebbe reso una dichiarazione di subappalto generica e, inoltre, non sarebbe qualificata per determinate categorie di lavori richiesti dal bando;
    Illegittimità del bando di gara per violazione dei DM 24.4.2014, DL 47/2014 e L. 80/2014;
    La Edil Domus avrebbe dovuto essere esclusa perché sprovvista dell’abilitazione per le opere relative agli impianti richiesti dal punto 19 del disciplinare di gara;
    La prima e la seconda classificata non avrebbero indicato i progettisti cui affidare la progettazione esecutiva;
    La commissione in maniera irragionevole non avrebbe attribuito alcun punteggio al progetto del Consorzio ricorrente che avrebbe indicato materiali innovativi e tecnologie in grado di migliorare il comportamento statico della struttura;
    In via subordinata, il consorzio ricorrente contestava l’intera gara, chiedendone l’annullamento.
    In particolare, il bando di gara non conterrebbe tra i requisiti afferenti la progettazione esecutiva il possesso di idonea qualificazione in ordine alla categoria Ig di cui alla L. 143/1949 e, inoltre, la Commissione avrebbe verificato l’insussistenza di irregolarità previdenziali e fiscali al momento dell’aggiudicazione e non al momento dell’offerta.
    Si costituivano in giudizio il Comune, la Base House S.r.l. e la S.A.V.A. S.r.l. che contestavano l’avverso ricorso e ne chiedevano il rigetto.
    Alla camera di consiglio del 29 gennaio 2015, dopo la discussione delle parti la causa veniva trattenuta in decisione.
    Il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito con sentenza in forma semplificata, emessa ai sensi dell’art. 60 c.p.a., adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare, stante l’integrità del contraddittorio, l’avvenuta esaustiva trattazione delle tematiche oggetto di giudizio, nonché la mancata enunciazione di osservazioni oppositive delle parti, rese edotte dal Presidente del Collegio di tale eventualità.
    Tanto premesso il ricorso è infondato.
    Non è fondato il motivo di ricorso teso a contestare il plico presentato dall’Ati Base House, in quanto l’art. 22 del disciplinare di gara, secondo cui il plico, a pena di esclusione della gara, deve essere sigillato con ceralacca o nastro adesivo e controfirmato sui lembi di chiusura, deve essere letto unitamente all’art. 35 che, delineando le cause di esclusione, prevede l’esclusione della gara in caso di non integrità del plico o altre irregolarità relative alla chiusura dei plichi tali da far ritenere, secondo le circostanze concrete, violato il principio di segretezza delle offerte.
    Ne deriva, quindi, che coerentemente con quanto prevede l’art. 46 Codice dei Contratti, non basta la mancata apposizione della firma sulla busta, ma occorrono elementi tali da far ritenere, secondo le circostanze del caso concreto, che sia stato violato il principio della segretezza delle offerte.
    Nel caso di specie, il consorzio ricorrente non ha dedotto alcun ulteriore profilo al di là della mancata apposizione della firma, e, pertanto, il motivo articolato è infondato.
    Privo di fondamento è anche il motivo teso a contestare l’assenza di sopralluogo da parte della mandante, in quanto il Comune ha depositato l’attestato di presa visione dei luoghi da parte della Sava, mandante nell’Ati (cfr., all. n. 8 della produzione del Comune).
    Anche la dichiarazione dell’impresa ausiliaria Giambalvo che si è riservata la facoltà di subappaltare i lavori non può di certo essere intesa come causa di esclusione dell’appalto o come causa di nullità del contratto di avvalimento, anche perché, ad ogni modo, si tratta di una mera riserva che verosimilmente non si tradurrà in atti concreti come emerge dalla complessiva dichiarazione dell’impresa ausiliaria che è tesa a prestare le proprie risorse ai fini dell’avvalimento. A ben vedere, la dichiarazione di riserva di subappalto è contenuta nei moduli prestampati dalla stazione appaltante e sembra una mera svista da parte dell’impresa ausiliaria, più che indice di una volontà di partecipare come concorrente alla gara.
    Priva di pregio è, altresì, l’eccezione relativa alla mancata sottoscrizione dell’offerta tecnica, della relazione tecnica e dei computi metrici da parte dei professionisti associati per la progettazione, perché non emerge l’obbligatorietà di tale sottoscrizione dal bando di gara. Anzi l’art. 31 del disciplinare di gara evidenzia che i citati documenti devono essere sottoscritti dal legale rapp. o da un suo procuratore, nonché dal tecnico individuato o associato. Nel caso di specie, i documenti tecnici allegati all’offerta tecnica sono stati firmati dal Prof. Ing. Petti professionista incaricato ai sensi dell’art. 90, lett. g) Codice degli appalti e mandatario del raggruppamento temporaneo di professionisti.
    Anche il settimo motivo di ricorso è infondato, in quanto nel modello B presentato dall’Ati l’ing. Luigi Petti è indicato come il professionista esecutore (cfr., allegato n. 8 della produzione di Base House srl e SAVA srl).
    Anche l’ottavo motivo di ricorso va rigettato, in quanto il provvedimento impugnato è espressione di discrezionalità tecnica che può essere sindacata da questo Collegio solo in presenza di profili di irragionevolezza o per macroscopici errori che, nella specie, non sussistono.
    In relazione alla ritenuta illegittimità della gara per mancata previsione del possesso da parte dei concorrenti di idonea qualificazione in ordine alla categoria IG, colgono nel segno le difese delle società contro interessate in quanto la categoria classe IC è stata ritenuta assorbente di quella contestata. Ad ogni modo, l’Ati ha individuato il progettista Petti per la categoria classe IG.
    Infine non è fondato il motivo di ricorso teso a contestare il tempo della verifica della regolarità contributiva previdenziale e fiscale, in quanto, come già evidenziato dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, con la determinazione del 21.5.2009, n. 5, l’attestazione di qualificazione, rilasciata dalle S.O.A – Società Organismo di Attestazione, “è obbligatoria per chiunque esegua i lavori pubblici … di importo superiore a 150.000 Euro” e “costituisce condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria ai fini dell’affidamento di lavori pubblici” (art. 1, rispettivamente, commi 2 e 3, del D.P.R. n. 34/2000), e, quindi, rende non applicabile la verifica ex art. 48 per appalti di importo superiore a 150.000 Euro. Infatti, in tal caso, l’attestato SOA costituisce la prova dei requisiti di capacità tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria e le stazioni appaltanti ne verificano il possesso e la validità temporale in capo a tutti i concorrenti, mediante accesso al casellario informatico dell’Autorità.
    Il presente appalto è di importo superiore a 150.000,00 e inferiore a 2.894.647,50 e, quindi, il citato motivo di ricorso va respinto.
    In relazione poi ai rilevi mossi contro la seconda classificata, il Collegio ritiene di non esaminarli, in quanto l’eventuale accoglimento degli stessi non comporterebbe alcuna utilità per il consorzio ricorrente, come ha precisato l’Ad. Pl. 9/2014, in quanto le censure mosse contro la prima classificata sono risultate infondate.
    Il ricorso va, quindi, respinto.
    Le ragioni che hanno condotto alla presente decisione giustificano la compensazione delle spese di lite tra le parti.
    P.Q.M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda)
    definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
    Compensa le spese di lite tra le parti.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
    Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 29 gennaio 2015 con l’intervento dei magistrati:
    Giovanni Sabbato, Presidente FF
    Ezio Fedullo, Consigliere
    Maurizio Santise, Referendario, Estensore

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 16/02/2015
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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