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Profughi a Mercogliano, l’associazione “Comunità Accogliente” chiede al sindaco aule per insegnare lingua

Pubblicato in data: 21/1/2015 alle ore:15:20 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

migrantiDi seguito vi proponiamo la nota a firma dell‘associazione Comunità Accogliente, indirizzata al sindaco di Mercogliano, al dirigente scolastico dell’IC Mercogliano, al Prefetto di Avellino ed al Provveditore agli studi.
E’ noto alle SS.VV. che nella città di Mercogliano sono presenti n.105 ragazzi, sistemati in vari parti del territorio comunale, Torelli, Via R. Marconi, via Don Gennaro in strutture private. I ragazzi sono profughi provenienti da diversi Paesi da cui fuggono a causa delle guerre ma anche delle precarie condizioni di sopravvivenza. Un gruppo di cittadini/e di Mercogliano, avvertendo la necessità di aiutare nelle forme possibili i ragazzi alla integrazione, hanno costituito una associazione denominata “Comunità Accogliente”, che dopo aver sottoscritto un protocollo d’intesa con la Prefettura di Avellino e la cooperativa che provvede ad alcuni bisogni primari, (vitto, alloggio, ecc.) dei ragazzi ospiti sul territorio, ha avviato una serie di iniziative in modo volontario e gratuito. A seguito delle attività preliminari svolte, dalla conoscenza alla rilevazione dei bisogni, appare evidente la necessità prioritaria di garantire una minima abilità linguistica, determinante per favorire la comunicazione con la comunità ospitante. Durante gli incontri che si sono svolti finora, non ultimo quello nel salone parrocchiale dell’Annunziata e S. Guglielmo del 30 dicembre u.s., si sono registrate le disponibilità di parecchi cittadini di Mercogliano e non, a svolgere attività di solidarietà verso i ragazzi rifugiati. Fra queste disponibilità vi sono quelle di qualificati insegnanti che vogliono offrire, in forma assolutamente gratuita, l’insegnamento della nostra lingua indispensabile per questi nostri ospiti. Per svolgere questa attività educativa, ovviamente, c’è bisogno di utilizzare spazi idonei allo scopo. Al momento abbiamo avuto, da altre associazioni, soluzione di ripiego per poter avviare tali attività didattiche. Riteniamo però importante che le istituzioni locali, Scuola e Comune, mettano a disposizione spazi, risorse umane ed economiche e quant’altro fosse necessario per concorrere alla riuscita di questa azione di solidarietà. Per quanto sopra esposto si richiede l’utilizzo di almeno n. 5 aule in orario pomeridiano per lezioni di lingua italiana, per almeno 3 gg a settimana per n. 3 ore”.

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Una Risposta »

  1. ki è -quillo- mi pare e nunn’o kanosce: se erano -buoni- non venivano di qua

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