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Un colpo alla nuca, così è stato ucciso Attilio Di Grezia

Pubblicato in data: 30/1/2015 alle ore:15:03 • Categoria: CronacaStampa Articolo

Attilio Di GreziaUn colpo alla nuca e altri tre all’addome. E’ morto così Attilio Di Grezia, di Mercogliano, già noto alle forze dell’ordine, perché ritenuto presunto affiliato al clan Cava.
Il suo cadavere è stato ritrovato in località Campospina, nei pressi del rifugio forestale Santa Filomena. Lì, a 975 metri, tra la neve caduta in questi giorni e davanti il rifugio bivacco dedicato agli escursionisti che vogliono raggiungere Montevergine, i killer hanno abbandonato il suo corpo privo di vita. Una zona impervia per cui gli inquirenti ritengono che i killer lo abbiano abbandonato lì dopo averlo ammazzato in un posto diverso.
Le modalità dell’omicidio sono di chiara matrice camorristica. L’uomo non aveva con se un documento di riconoscimento, per questo i carabinieri non l’hanno subito identificato.
Secondo i primi rilievi effettuati dal medico legale Lamberto Pianese, si tratterebbe di un omicidio consumato in un luogo diverso da quello del rinvenimento del cadavere.
Ma non si esclude l’ipotesi che Di Grezia sia stato condotto in montagna e qui ammazzato dai sicari con quattro colpi di arma da fuoco, tra l’addome ed uno alla nuca. Un’esecuzione in piena regola.
Sull’omicidio indaga la procura di Avellino, il Comando dei Carabinieri e la Direzione nazionale Antimafia.

Nel settembre del 2008, il 31enne di Marcogliano, insieme ad altre cinque persone, venne accusato di essere fiancheggiatore del clan Cava operante a Quindici e nel Vallo di Lauro. Una operazione denominata “Scacco agli estorsori.
Nel gennaio del 2009, la Questura di Avellino, su coordinamento della direzione distrettuale antimafia, emette ancora una volta ordini di custodia cautelare nei confronti dei sei affiliati al clan Cava tratti in arresto nel blitz del settembre 2008. Anche Di Grezia riceve la notifica.
Nel 2012, torna in carcere, condannato a 10 anni di reclusione. Ma poi torna in libertà in attesa che la Cassazione si esprima sul ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Aufiero.

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