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Non solo l’8 marzo, sinergia tra enti per azioni concrete a tutela delle donne. Lo Mazzo: “Basta discriminazioni per società migliore”

Pubblicato in data: 8/3/2015 alle ore:07:43 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

IMG_0491Il ruolo della donna nel mondo del lavoro, ma non solo. Violenza, femminicidio, stalking, partecipazione alla vita politica e sociale, diseguaglianza rispetto all’uomo: sono solo alcuni degli argomenti toccati nel corso dell’incontro «Donne, Lavoro, Partecipazione… Non solo l’Otto Marzo!»
tenutosi ieri mattina presso il Centro Sociale «Pasquale Campanello» di Torrette organizzato dal Comune di Mercogliano in collaborazione con l’ufficio di Parità della Provincia di Avellino. «Valori non comunicati ma praticati attraverso tre deliberazioni di Giunta – sottolinea il sindaco Massimiliano Carullo -. Siamo stati il primo Comune del Sud a costituirsi parte civile per violenza su donne e minori, abbiamo attivato la Campagna di violenza contro le donne e lo sportello di orientamento e primo soccorso in questa struttura. Azioni forti e pregnanti che si uniscono all’attività svolta dall’Amdos, con Paolina Sandullo, e dal dottor Carlo Iannace per la campagna di prevenzione gratuita di tumori al seno». Dunque, dalle parole ai fatti come ha evidenziato anche Mimma Lo Mazzo, consigliera provinciale di Parità: «le politiche di Pari Opportunità devono essere poste in essere dalla classe dirigente per eliminare le differenze tra uomo e donna. Alla crisi economica si unisce quella bioetica di rispetto della persona. Se da una parte notiamo una ripresa dell’occupazione femminile, seppur precaria e poco flessibile, dall’altra continuano ad esserci differenze sui luoghi di lavoro in termini di carriera e stipendio ed ancora l’esigua presenza di donne nella classe dirigente». Una società, quindi, non organizzata a misura dei due sessi: «Quest’anno già 135 donne si sono dovute dimettere dai posti di lavoro dopo aver avuto un figlio, una delle maggiori discriminazioni, una donna deve poter scegliere di essere madre e lavoratrice». Di qui l’importanza di esperienze a tutela della conciliazione tra lavoro e maternità come gli Accordi Territoriali di Genere, la Banca delle Ore online e l’appello alla futura classe dirigente regionale «di mettere a sistema queste realtà affinché non siano più esperienze sporadiche. Gli sportelli antiviolenza devono essere realizzati dai Piani di Zona Sociali e aspettiamo ancora una risposta dalla Regione per le case antiviolenza. Per far risollevare questa provincia dobbiamo puntare su una classe dirigente che vada al di là degli interessi personali poiché eliminando la diseguaglianza tra uomo e donna avremmo una società più equa, giusta e sana».
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Un legame diretto tra crisi occupazionale e violenza domestica è stato evidenziato anche dal Provveditore agli Studi Rosa Grano che ha sottolineato l’importanza di educare i ragazzi affinché «comprendano il senso di parità tra uomo e donna e si costruisca una rete di rapporti per combattere l’ignoranza e vincere sui problemi di donne e minori. Il mondo della scuola è un po’ un’isola felice con diverse tutele per le insegnanti ma deve essere così ovunque. Non ci fermiamo all’8 marzo. Io stessa ho avuto un percorso difficile, farmi accettare in questo ruolo non è stato facile dato che si era abituati da sempre ad uomo ma ancora oggi è difficile godere dell’obiettivo raggiunto». Fondamentale perciò creare una rete di supporto con gli enti territoriali: «Insediandomi nella nuova amministrazione ho felicemente scoperto che il Comune di Mercogliano aveva già approntato importanti iniziative a tutela della donna con l’istituzione del Comitato Unico di Garanzia, la cui funzione è quella di valorizzare le donne nell’ambito dell’organigramma comunale per combattere le discriminazioni, in modo che l’ambiente di lavoro sia dignitoso, piacevole e decoroso e per favorire le relazioni con il cittadino – spiega Assuntina Napolitano, assessore Pari Opportunità di Mercogliano -. Inoltre il nostro Comune ha anche il fiore all’occhiello dell’Accordo territoriale di Genere Donne del Partenio dell’Ambito A7. Tutte iniziative a favore dell’inserimento della donna nel mondo del lavoro venendo incontro alle esigenze come Mamma Accogliente, Scuolabus e Baby Parking. Ed ancora lo sportello antiviolenza che ha avuto grande riscontro».
Forte anche l’impegno dei sindacati per promuovere iniziative e affrontare le problematiche in questione, con Marinella Sgambato della Cisl ed Enza Preziosi della Uil: «la parola partecipazione mi fa pensare al ruolo della donna nel lavoro, nella vita familiare e sociale – sottolinea -. Una donna ci deve mettere il doppio delle forze per raggiungere obiettivi e che comunque restano monchi se non hanno supporti per i figli, una donna deve lavorare 59 giorni di più all’anno per avere la stessa retribuzione. Ci siamo dati da fare come Uil sulla conciliazione donna-lavoro per essere al fianco delle donne con un accordo che possa aiutare appunto a conciliare le esigenze di una mamma che lavora. Il ruolo della donna deve essere valorizzato ogni giorno, la rete messa sul territorio deve andare avanti per far capire che oggi ancora “festeggiamo” è perché ancora non abbiamo raggiunto determinati standard». Monica Spiezia, sindacalista Ugl e consigliere comunale di Avellino aggiunge: «oggi più che mai oltre a rivendicare la parità dobbiamo rivendicare la presenza delle donne nella vita istituzionale della donna che può essere il pilastro portante nel Paese perché ha più qualità e concretezza rispetto ai colleghi uomini. La donna deve essere vista come un investimento e non qualcosa da sfruttare. Oggi non c’è nulla da festeggiare ma ricordare quanto fatto».
Nel corso dell’incontro sono state illustrate, a cura dell’assistente sociale Marisa Lena, le attività dello Sportello Antiviolenza e dell’Accordo Territoriale di Genere «Donne del Partenio». «Lo sportello nasce come spazio di ascolto di donne che subiscono violenza, un supporto anonimo, legale e medico che nasce all’interno dei servizi sociali – spiega – abbiamo fatto rete con le Istituzioni e le forze dell’ordine, uno scambio di sinergia e anche una comunicazione delle forme di violenza. Mamma accogliente e Baby Parking due esperienze di successo, poi si provvederà alla nascita del Centro Antiviolenza finanziato ad ottobre». Poi l’intervento della psicologa Daniela Cucciniello dello sportello Cisl in cui ha spiegato le criticità riscontrate: «spesso la donna non denuncia perché non ha una rete intorno a sé a supporto, mancano le case di accoglienza e inserimento nel mondo del lavoro. Abbiamo creato sportelli antiviolenza di aiuto per confronto con altre donne che hanno avuto tristi esperienze». Intervenuto, prima dei saluti finali della professoressa Maria Goretti Oliviero, Dirigente Istituto Comprensivo Guido Dorso Mercogliano, insignita poche settimane fa da delibera di benemerenza, anche il Maggiore Francesco Mortari che, accanto al Comandante della locale stazione Pasquale Maffei,  ha spiegato il ruolo dell’Arma dei Carabinieri a sostegno dei più deboli sottolineando l’importanza di denunciare violenze e soprusi.

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