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Sport e solidarietà: i Lupi al Centro di Accoglienza “Ca Reza” pronti a giocare insieme. Foto

Pubblicato in data: 12/3/2015 alle ore:07:08 • Categoria: Attualità, Avellino calcioStampa Articolo

as avellino_profughi 11L’integrazione passa anche attraverso lo sport. Con questo spirito cinque giocatori dell’Avellino Calcio hanno fatto visita ieri sera presso il centro di accoglienza «Villa Ca Reza» di Mercogliano nell’ambito dell’ultima giornata dedicata al progetto della Lega Calcio Serie B «Un giorno per la nostra città». Un progetto che continua sul campo di calcetto di Mercogliano dove lunedì prossimo, i giocatori biancoverdi incontreranno per una simpatica amichevole una squadra composta da questi giovani immigrati.
«Una giornata di felicità, siamo qui per incontrare persone che vengono da realtà differenti dalla nostra – commenta il portiere Alfred Gomis accanto a Chiosa, Kone, Mokulu e Angeli -. Se possiamo dargli anche solo l’occasione di un incontro con persone differenti, dato che qui non hanno modo di vedere altre persone, è un modo per fargli compagnia. Sicuramente noi siamo ragazzi più fortunati e gran parte di questo merito è dei nostri genitori che, fin da quando noi eravamo bambini, si sono battuti affinché avessimo una vita migliore. Nella loro gioventù anche loro hanno affrontato simili problematiche e adesso noi ne raccogliamo i frutti. Mio padre si è aggrappato al lavoro ed è riuscito a portare qui la sua famiglia per una vita dignitosa, siamo fortunati». Questa rappresenta solo una delle tappe della B solidale, un modo di trasmettere insegnamenti positivi e un invito alla fratellanza: «c’è un mondo al di fuori del calcio che stiamo imparando a conoscere, una bella iniziativa e siamo contenti di prenderne parte – aggiunge Gomis -. Questi ragazzi sono soli, giovani e senza lavoro, una situazione difficile per cui dobbiamo ringraziare quanti si adoperano per aiutarli». «L’Italia di per sé non è un Paese razzista ma ci sono alcuni elementi che per avere un momento di gloria o solo per dare fastidio insultano con parole diverse un italiano da uno straniero ma con lo stesso valore».
«Abbiamo accolto il loro  desiderio di giocare una partita di calcio con i nostri atleti – afferma il responsabile marketing Sergio De Piano – dato che amano particolarmente questo sport». In programma infastti il prossimo lunedì il match della solidarietà. Secondo appuntamento è previsto per giovedì19 marzo alle 10:30  nell’aula consiliare del Comune di Mercogliano per l’incontro «Immigrazioni: generazioni a confronto» cui prenderà parte anche il Prefetto Carlo Sessa, gli studenti, i nonni e gli immigrati presenti in città. Terzo appuntamento per sabato 21 marzo presso la palestra della scuola «Dorso» per una partita di pallavolo tra l’Amministrazione cittadina e gli immigrati. Gli eventi sono organizzati dal Comune di Mercogliano guidato dal sindaco Massimiliano Carullo in collaborazione con la Onlus Cidis, l’Istituto Dorso e la Cooperativa New Family, nell’ambito della «XI Settimana di Azione contro il Razzismo». «Le cooperative si interfacciano direttamente con la Prefettura e non con il Comune – sottolinea Carullo -, in tre anni abbiamo svolto corsi di aggiornamento, seminari, dibattiti, convegni, incontri sportivi, visite guidate, concorsi e feste dedicati tutti all’immigrazione. Un lavoro costante riconosciuto anche a Roma come testimonia l’invito della scorsa settimana a presenziare a Palazzo Chigi come unico comune in Irpinia, insieme a Conza della Campania, a rientrare nella campagna organizzata dall’Unar in collaborazione con l’Anci».
La struttura di via Partenio ospita 24 rifugiati politici, 21 provenienti dal Gambia e 3 dalla Costa d’Avorio, curati dalla Cooperativa Sociale «New Family Onlus» che, in tutta la provincia, ha in carico circa 180 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni, provenienti soprattutto da Gambia, Pakistan, Mali e Senegal. I giovani, tutti richiedenti asilo politico, sono giunti in Italia con gli sbarchi tra luglio e settembre.  «Ai Comuni possiamo chiedere solo aiuto e disponibilità – interviene la responsabile dell’Associazione Daniela Carotenuto -. I problemi che riscontriamo sono legati alla diffidenza sia da parte delle persone che delle Istituzioni ma basta lavorare insieme per risolvere tali problematiche. Se guardiamo questi ragazzi come rifugiati che scappano da paesi in guerra e non sotto il profilo di immigrati in cerca di lavoro e a usufruire di benefici, allora diventa un problema. E’ il messaggio che conta». Invito tutti a partecipare a questi bandi di gara pubblici – afferma in riferimento alle accuse di fare business intorno all’immigrazione – . Il primo bando è stato aggiudicato a 27,80 euro al giorno di cui 2,50 euro al giorno sono anticipati da noi, con quello che resta dobbiamo assicurare alloggio e vitto completo nonché assistenza sanitaria e legale, accompagnamento, abbigliamento, formazione, mediazione culturale. Si tratta di professionisti e non di volontari. Per loro queste giornate sono importantissime perché è in queste occasioni che sentono la nostra vicinanza, creare una settimana in sinergia con Prefettura, Comune, Associazioni e il calcio che amano per loro è il massimo». Ragazzi richiedenti asilo in attesa che i loro singoli casi vengano presi in esame dalla Commissione territoriale per verificare se possono ottenere o meno il diritto di asilo e i documenti per poter rimanere in Italia: «quotidianamente forniamo loro assistenza, vitto e alloggio – spiega l’operatrice Alessandra Matarazzo – ma li aiutiamo anche a sbrigare le necessarie pratiche burocratiche e per quanto ci è possibile a portare avanti un’azione di orientamento sul territorio e integrazione con la popolazione ma sono timidi e non parlano italiano per cui è ancor più difficile».

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