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Il Teatro 99posti termina la stagione con una nuova produzione: in scena “Giochi di famiglia” nella rilettura di Gianni Di Nardo

Pubblicato in data: 9/4/2015 alle ore:16:48 • Categoria: CulturaStampa Articolo

99posti teatro logoIl Teatro 99posti termina la stagione con una nuova produzione, in scena “Giochi di famiglia” nella rilettura di Gianni Di Nardo.
Sabato 11, alle 20:30, e domenica 12 aprile, alle 18, si chiude la Rassegna di teatro contemporaneo e di innovazione del Teatro 99posti di Torelli di Mercogliano con “Giochi di famiglia” una nuova produzione firmata da Gianni Di Nardo che guida il Co.C.I.S., la compagnia stabile del teatro nel mondo di Biljana Srbljanovic.
Nota per la “trilogia di Belgrado” di cui questo testo è la seconda tappa, la drammaturga serba racconta di una Belgrado sotto fuoco e bombe; non un diario di guerra, ma un album di famiglia tra comicità e crudeltà dove le risate e i giochi convivono con la disperazione. La messa in scena descrive sette vicende familiari, narrate da bambini, che rappresentano contemporaneamente una metafora della vita di Belgrado sotto le bombe americane, ma anche metafora del disagio contemporaneo, lo spaesamento di un popolo alla ricerca di nuova sistemazione, stremato dalla dittatura.
In scena vedremo la famiglia borghese sedata dai tranquillanti, quella popolare vociante e volgare, la donna intellettuale Che scrive articoli melensi in maltratta il marito, il pescecane arricchitosi con la guerra che te me la fine della crisi.
Tutti i personaggi di questo dramma sono bambini, gli attori, invece, non sono bambini, sono adulti che interpretano parti di bambini, che, a loro volta, giocano a fare gli adulti. Il luogo dell’azione è un cortile tra i palazzi di una periferia urbana degradata. E’ qui che si rifugiano i quattro bambini per “giocare alla famiglia”: c’è un padre carnefice, una madre che impara a farsi picchiare dal figlio, un cane-bambina innalzata al ruolo di vittima sacrificale. In questa infanzia il mondo interiore e violenza sociale non sono ancora distinti, l’aspetto drammatico della vicenda è che questi bambini fanno tremendamente sul serio, nel gioco, come un destino senza tempo che, una volta richiamato, travalica la finzione.
Lo spettacolo chiude, come già detto, la programmazione annuale del Teatro 99posti che, riaperto tre anni or sono dopo una lunga pausa dovuta a lavori di ristrutturazione, ha saputo ritrovare il pubblico affezionato che aveva lasciato ma anche conquistarne di nuovo. Questo grazie alla accurata scelta di spettacoli e compagnie teatrali sempre di alto profilo e, soprattutto, accomunate da percorsi di ricerca teatrale lontani dai territori del commerciale e vicini, invece, a quelli dell’impegno e della denuncia. Il gradimento del pubblico dimostra, ancora una volta, che esiste il bisogno Di spettacoli che sappiano andare oltre l’angusto confine del mero intrattenimento per diventare occasione di riflessione, di confronto e di crescita.

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