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Regionali, il candidato capolista del Psi Arturo Iaione promette: «Puntare su sviluppo aree interne, rifiutando privilegi politica. In caso di elezione rinuncerò al vitalizio»

conferenza-iaione-4Prosegue a ritmo serrato il tour elettorale dell’avvocato Arturo Iaione, candidato al consiglio regionale della Campania per il Partito socialista.
«L’Irpinia è rimasta per molti anni ai margini dell’azione amministrativa della giunta Caldoro – afferma Iaione. – Le aree interne della regione hanno incontrato un ostracismo delittuoso da parte dell’esecutivo di Centrodestra che le ha relegate ai margini di uno sviluppo volutamente concentrato sulle zone costiere. Per questi motivi a Palazzo Santa Lucia è necessario un cambio di passo, che vada a riequilibrare una situazione di disagio che mai, come negli ultimi cinque anni, ha subito le conseguenze di scelte tanto scellerate quanto omissive».
Lo sviluppo delle aree interne quindi attraverso azioni mirate e concrete, rappresenta uno dei punti principali dell’azione amministrativa che Iaione porterà all’attenzione del parlamentino regionale. Ma non solo. «Non si può parlare di sviluppo – prosegue Iaione – se questo non è legato a un’armonica valorizzazione delle eccellenze locali, dai prodotti tipici allo sfruttamento ecosostenibile dell’ambiente, senza che quest’ultimo resti vittima di politiche di sfruttamento poco lungimiranti e, in qualche caso, sciagurate».
Azioni concrete, quindi, che possono trovare attuazione solo attraverso espressioni del territorio che con la propria esperienza, da amministratore e da professionista, hanno dimostrato nel concreto, e non attraverso roboanti slogan che non trovano concretezza nei fatti, che una politica attenta può davvero imprimere la svolta necessaria all’Irpinia e alla Campania. «La politica – dice Iaione – deve riappropriarsi del suo ruolo di ascolto, sintesi e azione mettendosi a disposizione della collettività. Lo scetticismo che una nutrita fetta dell’elettorato prova nei confronti dei propri rappresentati, si supera riguadagnandone la fiducia anche rinunciando a privilegi, incomprensibili e inaccettabili per il cittadino comune, come ho deciso di fare io che, in caso di elezione, rinuncerò al vitalizio. Un segnale concreto in un momento di profonda crisi».

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