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Reddito di cittadinanza e Quota 100 per le pensioni, le novità del decreto del Governo Conte

Pubblicato in data: 22/1/2019 alle ore:15:49 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Via libera giorni fa dal Governo Conte al Reddito di cittadinanza e a “Quota 100” per le pensioni.
Il provvedimento che raccoglie le principali misure promesse del Movimento 5 stelle e della Lega è stato approvato dal Governo guidato dal premier Giuseppe Conte. Queste le novità dei due decreti:

Reddito di cittadinanza:

Ad illustrarle Il vicepremier Luigi Di Maio. Possono richiedere il reddito di cittadinanza coloro che rispettano i seguenti requisiti:

  • Essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  • ISEE inferiore a 9.360 euro annui;
  • Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui;
  • Patrimonio finanziario non superiore a6.000 euro che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie con persone disabili.

Nel caso di un cittadino single l’importo massimo è di 780 euro: l’importo massimo del Reddito di cittadinanza arriva fino a 500 euro. A questa cifra si somma un importo di 280 euro se si è titolari di un contratto di affitto o 150 se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo.

Se si vive in una casa di proprietà, la cifra massima arriva a 500 euro. Una somma integrativa sarà riconosciuta alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile.

A febbraio verranno pubblicate le indicazioni per compilare le domande per il reddito di cittadinanza, mentre a marzo sarà pronto il sito internet per ricevere le domande. Le documentazioni potranno essere presentate in via telematica, oppure ad uno sportello postale, oppure ai Caf. L’Inps verificherà il possesso dei requisiti. Il Reddito di cittadinanza viene erogato, a partire da aprile, attraverso un normalissima prepagata di Poste Italiane. dopo l’accettazione il beneficiario verrà contatto dai Centri per l’impiego per  sottoscrivere il patto per il lavoro o il patto per la formazione (per 8 ore di prestazioni settimanali). I soldi del sussidio dovranno essere spesi entro il mese corrente.

Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi:

  • entro i primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio.
  • Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km
  • Se anche questa viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale. Dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale.

Per le famiglie con persone con disabilità le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

Viene escluso dal Reddito di cittadinanza chi:

  • non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale;
  • non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione;
  • non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni;
  • rifiuta la terza offerta congrua;
  • non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo;
    fornisce dati falsi: in questo caso, si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.

Sono previsti sgravi fiscali fino a 18 mesi per le aziende che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza:

Si tratta di un’integrazione che aumenterà le pensioni per coloro che vivono sotto il livello di povertà. Un pensionato, se vive da solo, avrà 780 euro al mese mentre un nucleo arriverà fino a 1032 euro.

Requisiti:

  • ISEE  familiare inferiore a 9.360 euro annui;
  • Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30.000 euro annui;
  • Patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro, 8.000 se si è in coppia che può arrivare fino a 20.000 per le famiglie con persone disabili.

Nel caso di un cittadino single l’importo massimo è di 780 euro: l’importo massimo del Reddito di cittadinanza arriva fino a 500 euro. A questa cifra si somma un importo di 280 euro se si è titolari di un contratto di affitto o 150 se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo.

Pensione con quota 100:

Contestualmente all’approvazione del reddito di cittadinanza è stato dato il via libera anche alla possibilità di lasciare il lavoro in anticipo grazie allo scivolo pensionistico offerto da “Quota 100”, ovvero 62 di età e 38 anni di contributi. Ad illustrarla il vicepremier Matteo Salvini.

I requisiti per accedere al pensionamento con quota 100 sono:

  • Lavoratori Privati : dal 1° aprile 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 e poi ogni 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti; Dopo tre mesi: per chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° gennaio 2019.
  • Lavoratori Pubblici: dal 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti all’entrata in vigore del decreto e poi ogni 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti; dopo sei mesi: chi ha maturato i requisiti a partire dal 1° febbraio 2019.
  • Lavoratori Scuola e Afam: dal 1 settembre in linea con l’inizio dell’anno scolastico

Inoltre:

  • Stop scatti età: pensione non legata all’aspettativa di vita
  • E’ possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestione
  • La pensione non cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo
  • La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasione (5mila euro max)
  • I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi
  • Fondo bilaterale per il ricambio generazionale: ovvero un fondo a cui si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione
  • Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate).

Quando è possibile andare in pensione con quota 100

È possibile andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne; una volta maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi;

le donne lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018 possono optare per il pensionamento con opzione Donna ( che riconosce il trattamento pensionistico alle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960, e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959 le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni al 31 dicembre 2018. Al trattamento pensionistico anticipato si applicheranno le regole di calcolo del sistema contributivo).

Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita e potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi.

Ape sociale

L’indennità sostitutiva della pensione è prorogata per un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 e dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia.

Requisito anagrafico: almeno 3 anni di età
Requisito contributivo: 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (max 2) per le lavoratrici.

Riscatto della laurea e contributi

Il decreto di quota 100 introduce anche la cosiddetta pace contributiva ovvero la possibilità di riscattare, su richiesta, periodi di buco contributivo non obbligatori per massimo 5 anni.

La possibilità di riscattare i contributi non versati è prevista per un triennio dal 2019 al 2021. Il riscatto della laurea sarà a condizioni agevolate entro i 45 anni: sarà detraibile l’onere del 50% in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 rate mensili.

Trattamento di fine rapporto per gli statali

Per tutti i pensionati pubblici (non solo quota 100) è prevista la possibilità di avere subito l’anticipo di fine rapporto fino a 30.000 euro. Sarà inoltre possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni mentre la pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo ma sì con redditi da lavoro occasionale (5mila euro max).

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