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Contro la violenza sulle donne campagna di sensibilizzazione dell’Arma dei Carabinieri

Pubblicato in data: 25/11/2025 alle ore:09:55 • Categoria: CronacaStampa Articolo

In occasione del 25 novembre, “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, l’Arma dei Carabinieri ha organizzato una campagna di comunicazione eresponsabilizzazione che mira a rafforzare la consapevolezza e l’impegno sul delicato tema.

Ogni giorno, l’Istituzione è in prima linea nella lotta alla violenza contro le donne e le iniziative

intraprese sono tutte accomunate dal dire fermamente “No!” a qualsiasi forma di comportamento

violento o discriminante – sia fisico che psicologico.

La diffusione di materiale informativo, di locandine e video sui principali canali social dell’Arma,

oltre alle numerose interviste di Carabinieri particolarmente impegnati nella specifica attività,

rappresentano strumenti utili a incoraggiare le vittime affinché denuncino ciò che subiscono.

In tale prospettiva, è stato realizzato uno spot con la partecipazione dell’attrice Cristiana Capotondi,

che richiama i concetti di rispetto, ascolto e legalità, sottolineando la necessità di investire su un

cambiamento culturale per un futuro senza violenza.

A tal fine, prosegue il coinvolgimento delle scuole e delle comunità. In molti Comuni i Carabinieri

hanno organizzato incontri informativi per sensibilizzare i giovani sul delicato tema e per

promuovere una rinnovata concezione della donna, che ne rispetti la dignità, valorizzandone le

risorse, così superando in definitiva quel retaggio culturale che l’ha vista storicamente in posizione di

disuguaglianza.

Anche quest’anno, tante caserme dell’Arma si illumineranno di arancione, in adesione alla

campagna internazionale “Orange the World”, come segno concreto dell’importante impegno

profuso dall’Istituzione.

Inoltre, sul sito www.carabinieri.it, è stata dedicata un’intera sezione al “Codice Rosso”, che offre

informazioni sul fenomeno e sugli strumenti di tutela delle vittime, mettendo a disposizione un test di

autovalutazione, denominato “Violenzametro”, che rileva il livello di violenza subita in un rapporto

di coppia (http://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/codice-rosso/codice-rosso).

Il fenomeno della violenza di genere resta una delle priorità operative dell’Arma, che – in un quadro

normativo e sociale in continua evoluzione – ha sviluppato nel tempo una serie articolata di progetti e

strutture finalizzate alla prevenzione, all’ascolto e al contrasto.

Nel 2009 è stata istituita la Sezione Atti Persecutori, collocata nell’ambito del Reparto Analisi

Criminologiche (R.A.C.) del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), per

svolgere studi e analisi del fenomeno e delineare strategie di prevenzione e di contrasto aggiornate edefficaci. La Sezione, che si compone di personale con peculiari competenze scientifiche e

psicologiche – cui si affiancano anche investigatori con esperienza maturata direttamente sul campo,

viene tempestivamente informata di ogni evento significativo che accade sull’intero territorio

nazionale per approfondire gli aspetti psico-criminologici e contribuire all’analisi dei fattori di rischio

e alla definizione di strategie operative.

A partire dal 2014, l’Arma si è dotata di una “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della

violenza di genere”, costituita da ufficiali di polizia giudiziaria (Marescialli e Brigadieri) con

formazione certificata nel settore. Essi fungono da punti di riferimento per i Reparti sul territorio

nello sviluppo delle indagini e rappresentano l’elemento di raccordo con la Sezione Atti Persecutori

per un più compiuto apprezzamento dei casi.

La preparazione degli operatori è assicurata da specifici corsi presso l’Istituto Superiore di Tecniche

Investigative (ISTI), centro di alta qualificazione dell’Arma. Dal 2008 provvede alla specializzazione

degli ufficiali di polizia giudiziaria e li abilita alla conduzione delle indagini più complesse e all’uso

di sofisticati strumenti, coniugando innovativi metodi didattici e contenuti formativi aggiornati. Un

vero e proprio laboratorio di cultura investigativa in cui converge l’apporto delle più qualificate

risorse dell’Arma, tratte dal R.O.S., dai Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.), dal Reparto

Analisi Criminologiche e dai Nuclei investigativi, i quali portano in aula le migliori esperienze

acquisite.

Inoltre, nel quadro di un accordo operativo con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi

(CNOP), i componenti della “rete” partecipano a seminari informativi incentrati su elementi di

psicologia comportamentale, volti a migliorare le capacità di interazione con le vittime vulnerabili sia

nel primo contatto in situazioni di emergenza, sia nel successivo percorso di denuncia.

Oltre al personale debitamente formato e ai Reparti dedicati, il primo sportello di ascolto per le

vittime sono le Stazioni Carabinieri, fulcro dell’Istituzione, “porte della speranza”, capillarmente

diffuse sul territorio e in grado di assicurare interventi tempestivi.

Tra le iniziative di maggiore rilievo, il progetto “Una stanza tutta per sé”1, avviato nel 2015 in

collaborazione con Soroptimist International d’Italia, ha consentito l’allestimento di 211 stanze nelle

caserme dell’Arma, dotate di strumenti tecnologici e di ambienti riservati dedicati all’ascolto protetto

delle vittime di violenza. L’iniziativa ripropone su più ampia scala la positiva esperienza attuata nel

2014, presso la sede della Sezione Atti Persecutori, con la realizzazione della “Sala Lanzarote”,

ambiente ideato per la confortevole ricezione della vittima, con una sala-regia per le audizioni.

Il progetto, inoltre, è stato recentemente ampliato con “Una stanza tutta per sé…portatile”, un kit

dotato di notebook e microtelecamera integrata per la registrazione audio-video delle denunce e delle

escussioni, destinato alla diffusione ai reparti dell’Arma sul territorio (79 kit già distribuiti), anche

indipendentemente dalla presenza di una stanza d’ascolto protetto dedicata.

Prosegue anche il progetto “Mobile Angel”, nato d’intesa con il Soroptimist International d’Italia e

sostenuto da fondazioni no profit, consiste nel fornire alla vittima che denuncia episodi di violenza di

genere – individuata d’intesa con l’Autorità giudiziaria inquirente e che presti il proprio consenso –

uno smartwatch (realizzato dalla società Intellitronika) in grado di inviare richieste di allarme alle

Centrali Operative dell’Arma e di geolocalizzare l’utilizzatore.

Avviato nel 2019, è oggi attivo nelle province di Napoli, Milano, Torino, Ivrea e Roma, attraverso la

distribuzione di complessivi 71 dispositivi. Il loro utilizzo ha determinato positivi riscontri in ragione

sia dell’accresciuta percezione di sicurezza da parte delle vittime, consapevoli di poter contare su

interventi tempestivi a fronte di situazioni di emergenza, sia dell’accertata funzione di deterrenza

svolta dagli apparati.

L’impegno prioritario dell’Arma è quello garantire la sicurezza delle donne e prevenire situazioni che

possano degenerare, prestando particolare attenzione ai cosiddetti “reati spia”, ovvero a quei delitti

come gli atti persecutori, i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le violenze sessuali, spesso

precursori di epiloghi tragici e fatali per le vittime. Nel 2024, rispetto al 2023, i delitti perseguiti

dall’Arma con riferimento al Codice Rosso sono passati da 57.656 a 60.972, confermando la

prevalente percentuale di quelli denunciati presso le Stazioni Carabinieri. In riferimento ai primi nove

mesi del 2025, i Carabinieri hanno perseguito 40.803 reati nell’ambito del Codice Rosso.

Sul piano investigativo – repressivo, l’attività di contrasto istituzionale condotta dall’Arma è risultata

particolarmente significativa. Infatti, lo scorso anno – per quanto attiene al Codice Rosso – sono state

tratte in arresto 9.484 persone (7.650 nel 2023). Nei primi nove mesi del 2025 gli arresti sono stati

6.673.

Rivolgendo lo sguardo al futuro, l’Arma intende confermare il proprio contributo nella prevenzione e

nel contrasto del fenomeno, ben consapevole delle difficoltà di intercettare in anticipo – a differenza

di molte altre fattispecie di reato – i singoli episodi delittuosi, posto che si manifestano nella loro

gravità e vengono denunciati dopo molto tempo rispetto all’inizio delle condotte vessatorie, in una

fase già critica per l’integrità fisica e la sicurezza delle vitti

 

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