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Tariffa idrica, il presidente Buonopane scrive al Governatore Fico e all’amministratore di Alto Calore Servizi De Felice per chiedere di bloccare l’aumento

Pubblicato in data: 15/12/2025 alle ore:23:37 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha inviato una lettera aperta al presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico e all’amministratore di Alto Calore Servizi, Alfonsina De Felice, per sollecitare il blocco dell’aumento della tariffa idrica.

Di seguito, il testo della lettera:

Pregiatissimo Presidente, Gentilissima Professoressa,

mi trovo costretto a redigere questa lettera aperta per ribadire la necessità di bloccare l’aumento della tariffa idrica. Aumento che sembrava scongiurato, almeno fino a qualche giorno fa, in attesa di una discussione più approfondita finalizzata a studiare soluzioni alternative. Invece, così non è stato, stando a quanto si annuncia sugli organi di informazione e alle interlocuzioni per le vie brevi. A ciò si aggiunga quanto stabilito nel corso dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 7 novembre 2025, n. 16: non è consentito coprire i costi di determinate scelte del gestore, pubblico o privato, del servizio idrico integrato con la tariffa dei servizi. Il Consiglio di Stato fa riferimento al riconoscimento degli oneri finanziari corrisposti con differimento biennale.  

Chiariamo subito: non è una posizione demagogica. Com’è noto, il prossimo 19 dicembre tra i punti all’ordine del giorno del comitato esecutivo dell’Eic, figura l’approvazione dello schema regolatorio del piano tariffario 2024-2029 di Alto Calore Servizi Spa. Gli aumenti sfioreranno il 60%, con recupero dal 2024. Un balzello inaccettabile per le comunità irpine. E ciò soprattutto in considerazione del fatto che il servizio idrico non è garantito quotidianamente. Ancora oggi, quando mancano pochi giorni all’inizio delle festività natalizie (siamo in pieno inverno, sic!), si registrano stop all’erogazione dell’acqua, tanto da spingere i sindaci a chiudere le scuole. Gli utenti si trovano con rubinetti a secco sia perché le reti idriche perdono oltre la metà della risorsa sia perché le sorgenti non si sono rimpinguate adeguatamente. Una beffa per l’Irpinia che rappresenta uno dei bacini idrografici più importanti d’Europa.

Avevamo discusso nellassemblea dei sindaci dello scorso mese di agosto di una graduale rimodulazione degli aumenti previsti. Un modo responsabile per “aiutare” da un lato Alto Calore Spa e, dall’altro, evitare un’inaccettabile crescita delle bollette a carico delle famiglie irpine e delle attività commerciali e imprenditoriali. Ma, a oggi, nulla è avvenuto. Oltre tutto questo, emergono aspetti non secondari che, gioco-forza, vanno evidenziati.

L’amministratore, che continua a godere della mia stima, ha purtroppo disatteso il mandato sulla base del documento votato in assemblea al momento della sua designazione. Ancora: il piano non è mai stato sottoposto all’approvazione dell’assemblea se non quello previsto dal piano concordatario e, peraltro, non è stato riproposto all’Eic Irpino per la riapprovazione. I Comuni del Sannio non si sono potuti esprimere, subendo decisioni altrui e gravando sui propri cittadini oneri che non dovrebbero già dal 30 giugno 2024 essere attivi. Non va dimenticato che, per questo piano, è stata rivoluzionata la governance di Alto Calore Spa.

Per tutte queste ragioni, si ribadisce la richiesta a fermare gli aumenti tariffari. In questa provincia vogliamo e difendiamo con forza la gestione pubblica della risorsa idrica, ma senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.

 

Avellino, 15 Dicembre 2025​​​​​Con preghiera di diffusione e/o pubblicazione

 

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