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Frana a Montevergine, la Pro Loco Mercogliano e l’Unpli scrivono a Fico

Pubblicato in data: 25/1/2026 alle ore:22:39 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Una lettera al Presidente della Regione Campania Roberto Fico per mantenere alta l’attenzione sul santuario di Montevergine, isolato in seguito alla frana che ha provocato un grave cedimento del terreno e la chiusura della provinciale. A scriverla la pro loco di Montevergine, insieme ai presidenti della pro loco provinciale e regionale Giuseppe Silvestri e Luigi Barbati: “I tavoli tecnici tra istituzioni hanno sentenziato che sarà possibile salire a Montevergine probabilmente in primavera e l’Abate di Montevergine, S.E. Padre Riccardo Luca Guariglia ha annunciato con un comunicato la chiusura a tempo indeterminato del Santuario. Una doccia gelata per tutti, perché Montevergine non è solo una montagna. È un luogo dell’anima. Il Santuario rappresenta da secoli un faro di fede per l’Irpinia e una delle mete dì turismo religioso e culturale più importanti della Campania. È crocevia di devozione, folklore, cultura e storia. Il pellegrinaggio a Montevergine da S.Guglielmo, fondatore del Santuario e primo pellegrino, ha conservato intatto nei secoli il suo autentico significato e oggi è inserito nell’Indice del Patrimonio Immateriale della Campania. La ferita non tocca solo l’Irpinia, ma tutta la Campania. E non è azzardato dire tutto il mondo, visto che la devozione della Madonna di Montevergine è viva oltreoceano, soprattutto in Australia dove comunità di immigrati italiani celebrano annualmente una grande festa dedicata a Mamma Schiavona e rappresentano gli elementi principali del turismo del ritorno che a Montevergine da decenni è vivo. Se è stato doloroso vivere un Natale senza pellegrini, è altrettanto doloroso guardare alla Candelora 2026 senza il fermento di fede e tradizione popolare della juta dei femminielli, nella data del 2 febbraio, festività molto sentita in tutta la Regione e negli ultimi anni sotto i riflettori nazionali per la sua unicità e l’attualità del messaggio universale di accoglienza e inclusione. La frana ha aperto una ferita profonda nel sentimento collettivo delle comunità campane, che in quel santuario conoscono identità, spiritualità e appartenenza, ma la chiusura del Santuario rappresenta anche una gravissima perdita in termini di crescita economica del territorio locale e limitrofo, perchè mette a dura prova le attività commerciali e di accoglienza che gravitano intorno ad esso, oggi con i cancelli chiusi senza una scadenza precisa. Come volontari e volontarie della pro loco, ogni giorno impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio matriale e immateriale dei territori, non possiamo restare in silenzio. Sentiamo il dovere morale e civico di chiedere interventi urgenti, concreti e risolutivi per la messa in sicurezza del versante per il ripristino della viabilità e della vivacità spirituale, culturale e sociale che abita in quel luogo. Il volontariato è pronto a fare la propria parte, a collaborare, a supportare le istituzioni nei limiti delle proprie competenze, ma è necessario un impegno straordinario da parte di chi ha responsabilità decisionali e strumenti operativi. Chiediamo che a Montevergine si faccia presto, che il cuore di questa terra torni a battere. Montevergine è terra di tutti noi, non lasciamola sola”.

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