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L’Ente Parco Regionale del Partenio presenta “Territori Interni”: un nuovo sguardo sociologico e politico sulle dinamiche e le potenzialità del territorio

Pubblicato in data: 14/3/2026 alle ore:21:32 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Riscoprire le aree interne non come semplici spazi geografici, ma come complessi intrecci sociali, economici e strutturali. È questo il cuore di “TERRITORI INTERNI – Questioni, pratiche e prospettive del Parco del Partenio”, il nuovo volumepromosso e realizzato dall’Ente Parco Regionale del Partenio, curato da Anna Maria Zaccaria e Luisa Bocciero, la cui presentazione si è tenuta oggi, sabato 14 marzo, presso la suggestiva location di “Avellino Scalo” , all’interno della Stazione ferroviaria di Avellino (Via F. Tedesco, 646).

A promuovere questa visione è proprio l’Ente Parco del Partenio. Un fatto non scontato, che evidenzia come l’Ente non sia solo un custode naturalistico, ma un organismo di prossimità,

capace di leggere le dinamiche politiche e sociali che determinano il destino di questi luoghi.

Il volume supera l’analisi teorica per calarsi nella realtà attraverso casi concreti e ricerche

empiriche condotte sul campo. Tra i lavori presentati spiccano:

Le esperienze di rigenerazione territoriale, come il caso della Selva di Roccarainola.

La ricerca empirica nell’area SNAI dell’Alta Irpinia, focalizzata sul settore della

lavorazione del legno. Lo studio analizza le imprese artigianali dei falegnami locali

per comprendere le difficoltà e le opportunità legate alla penetrazione dell’innovazione tecnologica in un tessuto produttivo tradizionale e complesso.

Il libro offre così una preziosa serie di spunti di riflessione politica e di governo,

indispensabili per chi è chiamato a gestire e valorizzare queste realtà.

All’evento di presentazione hanno partecipato voci autorevoli del mondo istituzionale,

accademico e culturale. Sono intervenuti:

Francesco Iovino, Presidente Ente Parco del Partenio

Anna Maria Zaccaria, Università di Napoli “Federico II” (curatrice del volume)

Luisa Bocciero, Museologa e progettista BBCC (curatrice del volume)

Giovanni De Feo, Università degli Studi di Salerno

A guidare e moderare il dibattito è stato il giornalista Alfredo Picariello.

Interviste.

Francesco Iovino: “Questa mattina abbiamo presentato il libro che uscirà fra qualche mese sui Territori Interni, e abbiamo scelto di presentarlo in una location simbolica. Avellino Scalo è infatti l’emblema dello spopolamento e dell’abbandono delle zone interne, delle zone periferiche, della Regione Campania.

Il libro è una raccolta di progetti, di idee. per dare una risposta ai problemi attuali, in partcolare il cambiamento climatico e lo spopolamento delle zone interne.

Pensiamo che le nostre attività, le nostre funzioni come Parco non siano solo di protezione

del territorio, ma possano essere un laboratorio per un nuovo modello di sviluppo”.

Anna Maria Zaccaria: “Il libro si propone come un innovativo strumento di riflessione multidisciplinare. La grande novità dell’opera risiede innanzitutto nell’approccio terminologico

e concettuale: si sceglie volutamente di parlare di “territori” e non di “aree” . Mentre quest’ultimo termine si limita a definire una dimensione esclusivamente geografica, il concetto di “territorio” abbraccia una sfera sociologica più profonda, che implica e analizza le dinamiche strutturali e sociali delle comunità che lo abitano.”

Giovanni De Feo: “Di racconti tristi ne abbiamo tanti, invece io credo che dobbiamo essere propositivi, proattivi. Io perché sono ottimista? Perché lavoro con la gioia, con i bambini e quindi con loro creiamo il corpo delle piccole guardie ambientali, che ha un obiettivo

concreto, quello di cambiare i grandi, cioè noi letteralmente li prendiamo per mano e li

facciamo passare sulle strisce. Ovviamente però i grandi devono restituire qualcosa, cosa, il

racconto di tempi diversi, di tempi lenti. Si parlava di Pompei, ma noi ci rendiamo conto di

quale fascino, di quale storia straordinaria lega i nostri territori. Io ai miei ragazzi all’Università chiedo sempre : “qual è il tuo fiume?” . Mi guardano sbalorditi, non sanno un fiume, non conoscono le montagne. Noi, il lavoro che abbiamo fatto con questo libro, è quello di dare un nome alle cose. Il lavoro straordinario che facciamo col Parco del Partenio è proprio questo, cioè guardare le sfumature, i colori, e questo lo facciamo con entusiasmo, ma anche con competenze e conoscenze.

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