Montevergine, l’Osservatorio torna al servizio dell’Aeronautica: dopo 74 anni riprende l’invio dei dati meteo al mondo
Pubblicato in data: 10/6/2026 alle ore:09:36 • Categoria: Attualità • Stampa Articolo
L’Osservatorio Meteorologico di Montevergine torna a svolgere un ruolo centrale nella rete internazionale delle osservazioni atmosferiche. Dopo oltre settant’anni, la storica stazione irpina è stata nuovamente accreditata per il servizio meteorologico ufficiale, entrando a far parte del database mondiale Oscar con l’identificativo Wigos 0-380-300-16286.
Si tratta di un ritorno alle origini per la struttura benedettina situata sul Partenio. Come spiega a Il Mattino il responsabile dell’Osservatorio, Giuseppe Capozzi, le ultime cinque cifre del codice assegnato non rappresentano una novità assoluta: tra il 1938 e il 1952, infatti, la stazione di Montevergine era già al servizio dell’allora Regia Aeronautica utilizzando lo stesso identificativo.
Dopo 74 anni, dunque, l’Osservatorio riacquista ufficialmente un ruolo operativo nel monitoraggio delle condizioni atmosferiche. Dai server installati all’interno della storica specola benedettina saranno prodotti e trasmessi con cadenza oraria i messaggi Synop, contenenti i dati relativi alle condizioni meteorologiche rilevate sul territorio.
Un passaggio che amplia notevolmente il valore scientifico delle osservazioni effettuate a Montevergine. Le informazioni raccolte entreranno infatti nella rete mondiale delle osservazioni meteorologiche, contribuendo alle attività di previsione del tempo, monitoraggio climatico e analisi atmosferica.
«Insieme alle altre stazioni, Montevergine contribuirà a una serie di attività tra cui le previsioni meteorologiche», sottolinea a Il Mattino Capozzi, evidenziando anche il prezioso contributo dei volontari che negli anni hanno garantito la tutela e la valorizzazione di un autentico patrimonio storico e scientifico dell’Irpinia.
Il riconoscimento rappresenta non solo un importante traguardo per l’Osservatorio, ma anche un motivo di orgoglio per l’intero territorio irpino, che vede una delle sue eccellenze scientifiche tornare protagonista sulla scena meteorologica internazionale.


