Ballardini lascia l’Avellino: “Il sogno è tornare in Serie A”. Aiello: “Il progetto continua”. Foto
Pubblicato in data: 16/5/2026 alle ore:20:00 • Categoria: Avellino calcio • Stampa Articolo
L’emozione nelle parole, la gratitudine verso una piazza che lo ha conquistato e un’ambizione professionale mai nascosta. Davide Ballardini saluta ufficialmente l’US Avellino 1912 e lo fa spiegando in conferenza stampa le ragioni di una separazione maturata subito dopo l’eliminazione nei playoff.
Accanto al direttore sportivo Mario Aiello, il tecnico ravennate ha ripercorso gli ultimi giorni di confronto con la società biancoverde, chiarendo che alla base della decisione non ci sono incomprensioni ma la volontà di tornare ad allenare in Serie A.
“Avevo parlato una decina di giorni fa con il direttore sportivo, avevamo affrontato gli argomenti legati alla squadra e all’organizzazione e ci eravamo lasciati con l’idea di riparlarne a fine playoff perché eravamo tutti concentrati sulle sfide decisive”, ha spiegato Ballardini. “Dopo la gara playoff ho incontrato la società, era notte inoltrata, e ho detto qual è la nostra ambizione come staff: quella di tornare ad allenare in Serie A. Ho fermato le trattative e i discorsi. Il direttore sportivo c’è rimasto male, ma questa è la nostra ambizione”.
Visibilmente commosso, l’ex allenatore di Genoa e Palermo ha raccontato il faccia a faccia avuto con il club al Bel Sito subito dopo la fine della stagione: “Finiti i playoff ho incontrato la società verso mezzanotte. Ho detto alla proprietà che sentiamo forte il desiderio di tornare nel massimo campionato. Non ci sono sirene o accordi già pronti, è semplicemente un desiderio di tutti noi”.
Ballardini ha poi sottolineato il rapporto umano costruito in pochi mesi con l’ambiente irpino, escludendo che il mancato rinnovo dipendesse da dubbi sul progetto societario: “Quando ci siamo sentiti a febbraio in videochiamata ho detto subito che valgono le persone, la competenza e il lavoro. In questi mesi ho trovato persone di altissimo spessore umano, rare nel calcio. Sono molto grato a questa società”.
Parole sincere anche nei confronti della città e della tifoseria: “Da oggi sono un semplice tifoso dell’Avellino. Mi sono innamorato di un territorio che non conoscevo e ho conosciuto persone straordinarie che ci hanno accolto benissimo”.
A prendere poi la parola è stato il direttore sportivo Mario Aiello, che ha ribadito la solidità del progetto biancoverde nonostante l’addio del tecnico: “Il progetto Avellino prescinde dalle figure. Parte dalla storia di questa piazza e dall’ambizione della società. Quando non si creano i presupposti si volta pagina e si cerca un nuovo allenatore, come già accaduto a febbraio”.
Aiello ha tracciato anche l’identikit del prossimo tecnico: “Cerchiamo un professionista con esperienza nella categoria, capace di trasmettere tranquillità e professionalità. Il modulo è relativo. Ballardini ci ha lasciato tanto sotto l’aspetto umano e professionale. Il suo successore non sarà un ridimensionamento”.
Il direttore sportivo ha inoltre confermato che la società sta continuando a investire sulle strutture e sull’organizzazione: “Abbiamo un albergo e un ristorante di proprietà per gestire l’alimentazione della squadra, una clinica medica attrezzata e continuiamo a lavorare sugli aspetti legati a stadio, centro sportivo e campi d’allenamento”.
Sul mercato, Aiello ha rivendicato il lavoro svolto nell’ultima stagione: “Oggi siamo una squadra migliore rispetto a quando siamo partiti. Abbiamo costruito una base solida con 16-17 calciatori di categoria e cominciato ad approcciare anche il mercato estero”.
Infine un passaggio sull’attacco e sulle difficoltà legate agli infortuni: “Ci sono giocatori che non hanno reso secondo le aspettative, ma bisogna valutare anche ciò che è accaduto. Favilli e Tutino hanno avuto problemi importanti dopo il loro arrivo. Favilli, ad esempio, aveva fatto bene nelle amichevoli prima del grave infortunio al tendine”.


