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Comunità Montane, Lucia Sbrescia: “Rilanciamone il ruolo per prevenire il rischio idrogeologico”

Pubblicato in data: 30/10/2011 alle ore:08:13 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Mercogliano si è, tra l’altro, discusso delle problematiche relative alla possibile soppressione delle Comunità montane e della necessità della loro permanenza a tutela delle nostre aree boschive. E alla luce della gravissima sciagura che ha colpito la Liguria e parte della Toscana, con numerose vittime e danni ingentissimi, tale tema appare ancor più urgente e pressante, giacché sul nostro territorio persistono ampie zone montane che occorre tutelare per renderle più sicure con interventi preventivi e mirati e attraverso un monitoraggio costante. Proprio in virtù dei recenti fatti accaduti nei giorni scorsi, che hanno visto un’immane tragedia attraversare il nostro Paese per le alluvioni che hanno seminato morti e rovine in una vasta zona dell’Italia centro-settentrionale, ancor più si sente l’esigenza della loro presenza nel nostro meridione, ricco di zone montane. Pertanto, in una fase caratterizzata dal bisogno imprescindibile di tutelare e promuovere il patrimonio ambientale, in un periodo in cui emerge con forza il bisogno di valorizzare la funzione di tutela idrogeologica del territorio montano, sarebbe necessario non ridurre, limitare o sopprimere le Comunità montane, ma piuttosto valorizzare il loro ruolo. Dobbiamo altresì sottolineare che attraverso l’eliminazione delle Comunità montane non si potrà effettuare più una seria manutenzione dei nostri territori montani. Va rilevato che l’esistenza di questi Enti (e dell’esperto personale che da esso dipende) garantisce un’attenzione costante al territorio boschivo. Tale funzione è affidata ora a persone qualificate e competenti che vigilano su questi luoghi e che curano le nostre montagne con la loro meritoria opera, evitando che i nostri boschi vengano presi di mira da persone sprovvedute che spesso danneggiano le nostre montagne attraverso atti dolosi o incauti. Con la loro mirata azione di cura del patrimonio boschivo, le Comunità montane limitano il rischio di frane e smottamenti. Ma la cura di queste zone va effettuata mediante una pianificazione progettuale adeguata che vede al primo posto i lavoratori degli enti montani, in quanto si tratta di personale che ha le competenze giuste per prevenire situazioni di rischio e per affrontarle nel modo migliore attraverso un’azione adeguata volta alla salvaguardia del territorio. E poiché la Campania (e in quest’ambito la nostra Irpinia) ha un vastissimo territorio montano e collinare che è ad altissimo rischio idrogeologico(si tratta di aree di straordinario interesse paesaggistico che vanno adeguatamente salvaguardate), se esso non viene attentamente curato, rischia di creare ingenti danni che richiederebbero successivamente un contributo statale molto più oneroso. Ma come possiamo dimenticare cio’ che accadde a Sarno nel 2000? Ebbene all’indomani di quell’evento furono emanate alcune importanti norme per la salvaguardia del patrimonio ambientale montano. In quei terribili giorni fu anche dato atto ai lavoratori delle Comunità montane di aver consentito con la loro azione preventiva, di contenere i danni che, se pur ingenti, sarebbero stati ancor più gravi senza i loro continui interventi manutentivi. L’opera di prevenzione va quindi effettuata attraverso la giusta previsione con interventi di manutenzione del territorio, ma al contrario, abbandonandolo a sè stesso, tra qualche tempo si rischia, poi, di dover correre ai ripari per rimediare ai danni. Per questo e’ doveroso un ripensamento delle posizioni maturate per impedire altre tragedie. Non si può permettere che cio’ accada. Abbiamo bisogno di chi tutela il nostro territorio, per ridurre il rischio di smottamenti, di incendi, di estrazione incontrollata dal suolo, di discariche abusive, di tecniche invasive che rischiano di nuocere al territorio montano, di disboscamenti e di tutte quelle azioni che mettono a rischio la vita delle montagne. Per questo chiediamo a gran voce di non sottovalutare queste nostre richieste e di mettere a punto un piano di interventi urgenti, riconoscendo alle Comunità montane una funzione fondamentale. Occorre coinvolgere tutti i livelli istituzionali competenti, per avviare insieme un’azione coordinata ed efficace che tuteli la nostra splendida area montana e le nostre comunità. Ci auguriamo che si giunga a soluzioni diverse rispetto a quelle attualmente prospettate, perché occorre certamente ridurre le spese, ma non su questioni fondamentali come questa. Oltre all’Amministrazione comunale di Mercogliano guidata dal Sindaco Massimiliano Carullo, che si è pronunciata a difesa delle Comunità montane, è auspicabile che anche altri enti locali possano, ancora uno volta, far sentire la loro voce, a difesa di questi enti che non sono certo enti inutili, cosicché tutti insieme si possa, uniti, (al di là degli schieramenti politici), richiedere la loro sopravvivenza, consentendo la positiva risoluzione di questa vertenza. Ciò anche in relazione al fatto che, oltre a rappresentare una preoccupazione di carattere ambientale, diventa anche un problema sociale, visto il numero considerevole di lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro e che già da ora sono sottoposti a grandi sacrifici perché non percepiscono gli stipendi da alcuni mesi. Ciò significherebbe anche garantire il lavoro a circa 5700 famiglie interessate. È auspicabile che questo nostro appello non rimanga inascoltato.

Lucia Sbrescia
Consigliere comunale della Città di Mercogliano

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