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Orco di Mercogliano, Camera Penale rinuncia a difesa: plauso Tomeo

Pubblicato in data: 16/11/2011 alle ore:09:50 • Categoria: CronacaStampa Articolo

La Camera Minorile in Cammino di Avellino, nella persona del suo Presidente Avv. Tiziana Tomeo, pur plaudendo alla decisione della Camera Penale, di non prendere le difese del 52enne pedofilo arrestato a Mercogliano, invita “gli addetti ai lavori” a riflettere sulla gravita’ della vicenda.

“Quest’ultima infatti – afferma la Tomeo – non puo’ essere risolta semplicisticamente con un “accordo morale di non difesa”, (tra l’altro, ovviamente, fittizio in quanto il pedofilo, come impone la legge ha sia il suo avvocato che la sua difesa), ma deve spingere noi professionisti a porre in essere una valutazione ad ampio raggio, nel tentativo di arginare un fenomeno che non si limiti alla singola condotta del reo.

E’ emerso del resto, che il “mostro” ha beneficiato per lungo tempo dei favori e dell’omerta’ dei parenti del piccolo abusato; i familiari pertanto, hanno fatto un pessimo uso della loro “genitorialita’”omettendo di esercitare i propri doveri di direzione e di controllo, ma soprattutto, incapaci di infondere amore e certezze ad una persona in evoluzione.

Hanno preferito, voluto, lasciare il piccolo reiteratamente in compagnia non solo di un estraneo, ma con la persona che ha “barattato” il loro “permesso/concessione” con “denaro e regali di ogni sorta”. Orbene, la rabbia e l’indignazione aumentano quando a pagare per una simile condotta è “solo” chi ha ricevuto la “legittimazione” a commettere azioni cosi’ disdicevoli ed indegne e non anche, invece, i”genitori-legittimanti”, “mostri” ancor di piu’.

Certamente è auspicabile che le indagini non si limitino alla sola persona del pedofilo arrestato, ma si estendano all’intero nucleo familiare, allontanando il piccolo da un ambiente di certo deleterio e pericoloso e che ha contribuito senza dubbio a minarne il sano ed equilibrato sviluppo psicofisico. L’infanzia e l’adolescenza rappresentano le tappe piu’ “difficili” nel percorso di crescita e per realizzare l’ambizioso risultato di garantire una “sana “adolescenza, attualmente manca nelle varie realtà territoriali un coordinamento tra i professionisti che sia idoneo ad evitare inutili sovrapposizioni di attività, prevenendo le varie disarticolazioni dell’intero processo d’intervento. Andando alla ricerca delle motivazioni che abbiano potuto indurre i genitori della vittima ad una condotta cosi’ riprovevole, si potrebbero addurre, come sempre accade, le ovvie e solite ragioni di degrado, ignoranza e impossibilita’ di sopravvivenza, ma tutte, a parere di chi scrive, non possono mai essere invocate per giustificare una violenza cosi’ subdola e con conseguenze sia pur non prevedibili ma di certa pregnanza e devianza nel futuro di vita di chi le subisce.

E’ importante realizzare un progetto che preveda un modello operativo comune, su base nazionale e che unifichi il lavoro degli operatori e venga poi effettivamente utilizzato nella prassi; imprescindibile è anche la necessita’ di favorire una specializzazione tra gli addetti ai lavori affinchè essi possano avere una conoscenza condivisa dell’oggetto di cui devono occuparsi ( il minore violato, appunto). Scopo fondamentale da raggiungere pero’ è l’abbattimento della “cortina di silenzio” che purtroppo esiste in modo invariato quando si parla di abusi sessuali sui minori, facendo sì che emergano tutti i casi nascosti, celati, non denunciati.

Cio’ significa innanzitutto mostrare una sensibilità più profonda nei confronti del problema. Bene l’atto di “dissenso alla difesa” dei colleghi della Camera Penale dunque, come segno, come simbolo. moralmente encomiabile, bisogna pero’ fare di piu’ e ancora su molti fronti perché se è vero che è facile gridare allo scandalo ed esprimere indignazione alla pubblicita’ di una notizia di un reato cosi’ odioso, è altrettanto evidente che, invocando una “privacy” che non esiste e non puo’ esistere in quest’ambito, si preferisce – conclude la Tomeo – adottare un comportamento omissivo ed evitare la denuncia, lasciando prevalere l’omerta’ tante e troppe volte”.

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