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L’assessore regionale Amendolara al convegno di Montevergine avverte: non siamo più il bancomat

Pubblicato in data: 25/5/2011 alle ore:13:12 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Mettere in moto una nuova economia ripartendo dal territorio. È questa la formula vincente per ripartire e fare uscire la provincia di Avellino dalla crisi occupazionale che l’ha colpita negli ultimi anni, quelli coincisi con la crisi su scala mondiale, almeno secondo Vito Amendolara (foto), assessore all’Agricoltura e ai Piani di sviluppo rurali della Regione Campania intervenuto ieri mattina al convegno «La Filiera Foresta Legno: valorizzazione delle risorse locali in provincia di Avellino» presso l’Abbazia di Montevergine.
Promosso dalla Regione Campania, dal Comune di Mercogliano e con il patrocinio dell’Unione europea nell’ambito delle iniziative di promozione del Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (Fesr), l’incontro è stato aperto dall’abate Beda Paluzzi che, dopo i rituali saluti alle autorità presenti, ha preferito porre l’accento sui problemi prodotti da una domanda turistica sempre crescente verso il santuario di Mamma Schiavona e verso tutte le aree interne della provincia, a cui non si è in grado di rispondere in termini di accoglienza diffusa per la carenza di strutture alberghiere che possano ospitare i pellegrini provenienti ormai da ogni parte d’Europa. A questo si è collegato anche Amendolara, convinto che ogni borgo «può diventare il centro del mondo» con la scomparsa delle periferie, augurandosi che la Campania la smetta di «soffrire di quel Napolicentrismo, problematica prettamente metropolitana che, come una cortina fumogena, ingoia tutto e non ci lascia vedere oltre». Piuttosto bisogna andare oltre, sviluppando una rete alternativa che dall’enogastronomia, al turismo religioso, all’ecoturismo degli ultimi anni, può essere davvero la ricetta per il rilancio di tutta l’Irpinia. Prima di fare ritorno a Napoli per seguire i lavori di una giunta che non si riunisce da oltre tre settimane, Vito Amendolara ha trovato l’occasione anche di assestare qualche stoccata nei confronti delle Comunità montane e dei Comuni interni della provincia che potrebbero fare di più se solo si rimboccassero le maniche e facessero partecipare maggiormente i giovani alla fase progettuale «mettendo loro a disposizione un contenitore, fatto di infrastrutture e di possibilità, da riempire di contenuti nuovi». «Il bancomat che prima era a disposizione di molti enti è scomparso. – tuona l’assessore – Le Comunità montane se lo devono dimenticare. Non c’è neanche un Atm dove prelevare adesso. Non ci sono più soldi e quelli spesi fino a ora non hanno portato a un risultato soddisfacente». Amendolara fa riferimento ai 120 milioni di euro destinati ai circa 6mila dipendenti statali che lavorano su gli oltre 400mila ettari di aree rurali e se la prende con gli Idraulici forestali della Regione Campania, secondi per numero soltanto a quelli di Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, capaci, a detta del titolare dell’Agricoltura, «di parlare solo di livelli occupazionali, ignorando ogni aspetto della forestazione» proprio nell’anno internazionale delle Foreste, indetto dalle Nazioni Unite.

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