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“Ambiente, Salute, Territorio” Don Aniello Manganiello: «Da cittadini, Istituzioni e Chiesa la scossa per risvegliare la coscienza di tutti, l’Irpinia può ancora salvarsi dai veleni abusivi». FOTO

Pubblicato in data: 16/11/2013 alle ore:07:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

don-aniello-manganiello-1«Da cittadini, Istituzioni e Chiesa la scossa per risvegliare la coscienza di tutti, l’Irpinia può ancora salvarsi dai veleni abusivi». A parlare è Don Aniello Manganiello nel corso del convegno «Ambiente, Salute, Territorio» tenutosi nel pomeriggio di ieri nell’aula consiliare del Comune di Atripalda. «Lo Stato avrebbe dovuto incentivare l’iniziativa privata per combattere il potere della malavita divenuta un vero e proprio ammortizzatore sociale che risucchia i giovani senza lavoro e avvelena le nostre terre», aggiunge Don Aniello, fondatore dell’Associazione per la Legalità «Ultimi» presente oggi a Napoli per la manifestazione #fiumeinpiena contro il biocidio. Un problema strettamente legato allo smaltimento abusivo dei rifiuti giunto alla ribalta della cronaca per il drammatico scandalo della Terra dei Fuochi: «ci sono decenni da recuperare, lo Stato è responsabile del silenzio su tutto ciò – continua Don Aniello – deve essere istituita la responsabilità morale per chi ci amministra e non ci tutela dai i reati ambientali. Anche la Chiesa deve prendersi le proprie responsabilità per non aver bloccato la crescita della criminalità organizzata. Come è possibile che nessuno ha visto mentre devastavano il territorio? E’ sconcertante». L’azione della criminalità organizzata è fortemente legata all’alta concentrazione di tumori nelle zone del napoletano e casertano con dati tre volti superiori alla norma rispetto alle province di Avellino, Benevento e Salerno, come spiegato dal cardiologo Alfredo Mazza autore del libro «Il triangolo della morte»: «Nelle nostre terre c’è una predisposizione ad ammalarsi di cancro poiché viviamo in un’area ad alto rischio ambientale cui si aggiungono fattori abitudinali e familiari. In Campania abbiamo, secondo l’Arpac, oltre 6mila discariche abusive di cui il 50% contenenti sostanze tossiche». Ma se alcune aree di Napoli e Caserta sono irrimediabilmente avvelenate, l’Irpinia può ancora reagire: «Qui la situazione è diversa ma nemmeno questa terra è immune da veleni. Il Monte Partenio e la zona di Volturara sono aree da tenere maggiormente sotto controllo poiché sono presenti discariche a cielo aperto come quella di Campomaggiore – continua il prete anticamorra prossimamente impegnato nella pulizia del Percorso dei Pellegrini di Montevergine -. Dobbiamo indignarci davanti alla disonestà e fare in modo che tutto questo si fermi. Le dichiarazioni di un camorrista fatte nel ’95 sono state taciute, non è possibile accettare il silenzio di chi dovrebbe tutelarci, perché nessuno reagisce?». Una politica che di fatto non ha intercettato e fermato quanto venuto alla luce: «Rifiuti tossici ed economia in nero sono il cuore del problema – interviene l’oncologo della Città Ospedaliera Carmine Ferrara accanto al dottor Filomeno Caruso della Isde Campania – la storia dell’ambiente viaggia di pari passo a quella delle malattie. Avellino produce 127 mila tonnellate di rifiuti contro oltre un milione di Napoli per la differente concentrazione di popolazione e dato che, in politica il peso lo si ha per il numero di persone votano, è evidente che l’Irpinia ha poca attenzione». «Non vogliamo creare allarmismi ma – afferma il sindaco Paolo Spagnuolo alla presenza anche dei primi cittadini di Mercogliano, Massimiliano Carullo e Prata – il nostro scopo è quello di sensibilizzare amministratori, cittadini, Istituzioni e politica, fino ad ora insensibili nei confronti della tutela ambientale». Punto di partenza il completamento della gestione del ciclo rifiuti sul territorio: «Lavoriamo verso l’organizzazione di un servizio completo di raccolta e smaltimento rifiuti– spiega l’assessore all’Ambiente Antonio Prezioso -. La nostra terra non è ammalata come quella napoletana o casertana ma abbiamo realtà vicine altrettanto allarmanti come l’Isochimica di via Ferrovia. La politica deve essere volta alla tutela dell’ambiente».

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