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Consiglio comunale, l’interrogazione sul bilancio del consigliere Vittorio D’Alessio (Pdl)

Pubblicato in data: 8/6/2011 alle ore:19:13 • Categoria: Politica, PdlStampa Articolo

Interrogazione sul bilancio presentata durante il consiglio comunale dell’8 giugno dal consigliere di minoranza in quota Pdl,Vittorio D’Alessio (foto).

Sindaco, colleghi consiglieri, ho avuto modo in questi giorni di dare una scorsa al bilancio consuntivo che l’odierno consesso è chiamato ad approvare. Mi sono soffermato, in particolare, sul confronto degli importi di due voci di spesa che, a mio parere, disvelano in pieno l’inefficacia della vostra azione politica, soprattutto se si tiene conto delle ricadute nel medio-lungo periodo alle quali una amministrazione seria e responsabile dovrebbe conformare incondizionatamente il suo operato. Mi riferisco alle allocazioni di risorse al servizio 4 della funzione 10 denominato “Assistenza, beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona” e di quella dell’intera funzione 11 denominata “Funzioni nel campo dello sviluppo economico” i cui importi impegnati, rispettivamente pari a € 1.555.246,55 e € 1.483,54, denotano un sproporzione abissale tra gli interventi nel sociale che questa giunta ha copiosamente posto in essere nel 2010 rispetto alle esigue risorse stanziate per favorire lo sviluppo economico della collettività. È pur vero che il sindaco non ha mai fatto mistero della volontà di assumere la funzione sociale ad obiettivo primario della sua azione amministrativa. Eppure il programma elettorale della lista Mercogliano 2010, elevato, all’indomani delle elezioni, al rango di fonte delle linee programmatiche di questa amministrazione, non è privo di passaggi tesi ad enfatizzare l’importanza del sostegno e dell’incentivazione dello sviluppo economico della nostra comunità. Mi riferisco in particolare ai seguenti passaggi dove sostenete, cito testualmente, che:
Le nuove dimensioni del regime di welfare passano attraverso….la promozione della politica che supporti la diffusione dell’autoimpiego e della valorizzazione delle capacità dei singoli, assorbendo una quota significativa della disoccupazione strutturale esistente nel sistema che, nel medio periodo, non potrebbe essere riutilizzata nell’allargamento del sistema delle imprese già esistenti.
Infine, e nella medesima prospettiva, si vuole favorire forme di finanziamento per allargare e potenziare la spinta all’autoimpiego ed alla realizzazione di microprogetti imprenditoriali
.” E ancora:
Bisognerà inoltre, favorire la nascita di microimprese, sperimentando la concertazione di iniziative in settori determinati … E’ utile quindi continuare a favorire la progettazione di forme di supporto finanziario …. capaci di sostenere il lavoro di risorse umane eccellenti, con l’obiettivo dichiarato di “trattenere” nell’area urbana i residenti migliori e più meritevoli, sotto il profilo delle capacità lavorative e dei talenti individuali.” E, infine:
La progettazione di un percorso di microcredito per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali da parte dei soggetti deboli è…il modello da costruire grazie ad una forte regia organizzativa delle autorità pubbliche preposte (Governo, Regione, Provincia) e degli intermediari creditizi locali, prevedendo organizzazioni affidabili ed un regime idoneo di garanzie.”
Ebbene se tanto vi sta a cuore la costruzione di nuovo welfare basato sul pieno coinvolgimento del singolo grazie all’auto-impiego, sull’impresa innovativa e su forme di finanziamento mirate allo sviluppo economico quale, per citarne una, il microcredito, non si capisce perché poi spendiate la maggior parte delle risorse a disposizione a favore di interventi di puro assistenzialismo. È evidente, e mi pare, del resto, che voi stessi lo comprendiate, che tale tipo di spesa produce dei risultati prevalentemente negativi dal punto di vista dell’efficacia dell’azione pubblica. Tale tipologia di interventi, infatti, non risulta efficace se si tiene conto che tali azioni mirano esclusivamente a soddisfare bisogni cogenti trascurando, anzi compromettendo, nel lungo periodo, la risoluzione dei problemi dei nostri concittadini meno abbienti. Mi preme sottolineare, inoltre, che tali trasferimenti, soprattutto in assenza di criteri trasparenti di individuazione dei soggetti destinatari, possono essere inefficaci anche nel breve periodo allorché le risorse vengono assegnate a chi in realtà non ne ha bisogno. Tra l’altro il massiccio ricorso a forme di intervento assistenziale, che ha sin qui caratterizzato il vostro operato, determina inevitabilmente un cortocircuito del meccanismo delle decisioni e delle scelte democratiche. Normalmente, infatti, sono i cittadini che, attraverso il pagamento di imposte e tasse, versano denaro nelle casse comunali per poi chiedere conto agli amministratori dell’efficacia della spesa da questi effettuata. Quando sono invece gli amministratori che sovvenzionano una gruppo più o meno numeroso di cittadini senza chiedere alcuna evidente e legittima controprestazione, accade che il meccanismo del redde rationem si inceppa poiché sono quest’ultimi, in qualche modo, a dipendere e , purtroppo in molti casi, a dover dar conto ai primi.
E quindi se è lapalissiano che senza sviluppo economico non si risolvono i problemi dei nostri concittadini che versano in condizioni disagiate, appare altrettanto chiaro che una politica a favore di quest’ultimi, basata esclusivamente su aiuti e sussidi non fa altro che aggravare la situazione.
È necessario quindi che questa giunta, che questa maggioranza cambi rotta e si impegni a stanziare nel bilancio di previsione per l’anno in corso una parte consistente delle risorse disponibili per incentivare e favorire la nascita di nuove imprese e quindi di nuove possibilità di impiego. Inoltre, Il ricorso a trasferimenti diretti di denaro ai nuclei familiari meno abbienti dovrebbe essere ridotto a favore di altre forme di intervento quali, ad esempio, la previsione di riduzioni tariffarie della TARSU accordate in corrispondenza di determinati livelli di reddito certificati attraverso idonee procedure. Con tale tipologia di intervento, infatti, non solo verrebbe liberata una quota di reddito disponibile delle famiglie meno abbienti per essere destinata al soddisfacimento dei loro bisogni più impellenti ma verrebbe altresì incentivato l’adempimento degli obblighi di contribuzione alle spese della collettività evitando, in tal modo, il cortocircuito della democrazia di cui si è detto innanzi.
È ovvio che perseverare sulla strada sin qui da voi percorsa vi porterebbe inevitabilmente a non risolvere nessuno dei problemi dei soggetti appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, salvo procurarvi esclusivamente dei vantaggi di natura elettorale. La sua politica, signor sindaco, è infatti improntata ad una carità ostentata, interessata e quindi non vera. La sua, caro sindaco, è una carità che disincentiva lo sviluppo, che sotterra le pulsioni al miglioramento di coloro che lei dice di aiutare. La carità che lei propugna, così come ha scritto l’economista Dambisa Moyo parlando degli aiuti finanziari che hanno tarpato le ali dello sviluppo della sua Africa, è, in definitiva, una carità che uccide.

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