alpadesa
  
Flash news:   Coronavirus, a Mercogliano 2 nuovi positivi: in Irpinia sono 108 i contagiati Coronavirus, due nuovi contagiati a Mercogliano Coronavirus, tre positivi a Mercogliano Furto al supermercato, i Carabinieri di Mercogliano denunciano due napoletani Coronavirus, 7 i positivi a Mercogliano di oggi: in Irpinia sono 174 i contagiati su 1897 tamponi Vaccinazioni anti-covid, da oggi il via le adesioni per forze dell’ordine e università Mercogliano, da stamattina al via le vaccinazioni anti – covid per gli ultraottantenni. Il monito delle istituzioni: “Troppi irresponsabili in giro, ben venga la zona rossa” Mercogliano, 2 i positivi di oggi in città: 90 le persone contagiate in irpinia Misericordia del Partenio, trasporto gratuito al Centro Vaccinale per gli anziani di Mercogliano con difficoltà di deambulazione Mercogliano, da giovedì attivo il Centro Vaccinale nella Piscina Comunale

Visita di Anita Garibaldi in città, le riflessioni di Michele Scibelli (NoiSud)

Pubblicato in data: 5/2/2011 alle ore:16:10 • Categoria: Politica, Noi SudStampa Articolo

anita-garibaldi1“Il 150° anniversario dell’unità d’Italia (nella foto Anita Garibaldi) sia occasione di confronto e momento di riflessione per rilanciare il Sud del paese, sia momento per costruire proposte concrete, ad oggi non abbiamo nulla da festeggiare se non riflettere sulla difficoltà che hanno intere generazioni di inserirsi nel contesto socio-economico del sud, la verità non è mai una sola o almeno si tende a mostrare la parte che si intende evidenziare, si mostri anche l’altra faccia della medaglia e l’altra parte di verità che la storia non ha chiarito e che in molti hanno taciuto. Le mie convinzioni nascono da testimonianze di studiosi, scrittori e politici dell’epoca che palesano come il processo di unificazione mostra ombre sulle cose che furono e soprattutto su cosa era il sud; testimonianze a mio pare che meritano tutt’altra considerazione dalla storia. A tal proposito mi viene in mente uno dei più grandi rappresentanti del meridionalismo, Giustino Fortunato che nella “lettera a Pasquale Villari” nutriva le sue forti perplessità in merito al neonato Regno; lo storico e politico senza alcun giro di parole esprimeva il suo rammarico sottolineando che “L’unità d’Italia è stata e sarà, ne ho fede invitta,la nostra redenzione morale. Ma è stata, purtroppo, la nostra rovina economica. Noi eravamo, il 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico, sano e profittevole. L’unità ci ha perduti. E come se questo non bastasse, è provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. Nelle parole del Fortunato è intrinseco il rammarico per uno Stato che già allora concentrava le sue energie al nord. Credo che la storia debba consegnare ai nostri giovani personaggi che fecero grande il Sud, come Giordano Bruno, il Giustino Fortunato, Guido Dorso e Benedetto Croce. Perciò urge un risveglio delle nostre coscienze, ad oggi le nuovissime generazioni devono essere necessariamente messe al corrente dell’altra parte di storia che appare sconosciuta; se l’unità deve essere una convinzione di identità, i giovanissimi siano messi nelle condizioni di conoscere realmente le vicende del nostro sud e soprattutto chi eravamo. E’ chiaro e ribadisco che non si vuole mettere in discussione l’essere italiani, ma ad oggi era doveroso riflettere su ciò che sarà la nostra terra e sulle prosettive future, non erano necessari convegni commemorativi ma proposte per rilanciare il mezzogiorno d’Italia che somiglia sempre meno al nord del paese”.

Michele Scibelli
NoiSud Mercogliano

Print Friendly, PDF & Email
Ti È piaciuto questo articolo? Votalo adesso!
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...


Non saranno pubblicati commenti offensivi, diffamanti o lesivi della dignità umana e professionale di amministratori, politici o semplici cittadini. La redazione di MercoglianoNews si riserva la possibilità di pubblicare solo parte del contenuto, procedendo a tagliare le frasi offensive. Invitiamo i nostri lettori, nel rispetto delle regole di una società civile, a firmare con nome e cognome i propri commenti.

Lascia un tuo commento